Vanity Fair Italia 32/33 - Agosto 2021

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
1,09 €(VAT inclusa)
16 €(VAT inclusa)
25 Numeri

in questo numero

2 min
tu che cosa vuoi diventare?

Il sorriso di Alessia è la prima parola di ogni sua frase. Non è piaggeria. Non è superficialità. Non è ottimismo sbandierato a ogni costo. Il sorriso di Alessia Marcuzzi è l’incipit sempre uguale di una storia sempre diversa. Lo usa in televisione, in questa intervista, mentre ci parliamo via Zoom. Probabilmente l’ha usato anche quando ha deciso di fare punto e a capo con la sua carriera. Li abbiamo voluti entrambi, Alessia e il suo sorriso, su questa cover perché secondo noi raccontano bene l’estate che stiamo vivendo: una stagione senza precedenti, un mese, agosto, sospeso tra un anno senza precedenti e un settembre che si preannuncia senza precedenti. Alessia, come tutti noi, si è trovata davanti alla domanda più difficile: tu che cosa vuoi diventare? Questo quesito, un monito che…

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3 min
è estate, tempo di tornare a casa. e da anna

Lo so, è una frase che vale solo per chi ha scelto di abitare in una città diversa da quella di nascita e crescita e da allora vive a metà, un piede in una terra e uno in un’altra. Gli altri viaggiano, noi emigrati torniamo. Noi siciliani un piede l’abbiamo messo sulla terraferma e l’altro l’abbiamo lasciato sull’isola: solo quando li riportiamo tutti e due sulla seconda non ci manca più niente. Tra tutti, però, per noi messinesi è ancora diverso, i piedi in due staffe li teniamo sempre, il rapporto con il continente non puoi liquidarlo lasciandotelo alle spalle, la costa ce l’hai avuta di fronte da quando sei nato. La nostra identità è lo Stretto che comprende due terre e due mari, la Calabria e la Sicilia, il Tirreno…

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1 min
predicare bene, razzolare male

L’anno scorso in questa rubrica avevo esortato le donne che partivano per le vacanze in famiglia a lavorare il meno possibile. Forse la ricordate: s’intitolava «Una ricetta magica» e tra le altre cose diceva: «Avete già dato durante il lockdown, e anche troppo avete dato nella vita… I vostri famigliari stanno benissimo anche se non gli portate le brioche fresche la mattina, non fate la fila in pescheria per cucinargli il sugo di calamari, non vi preoccupate se mangiano o non mangiano, fanno il bagno o guardano le serie… Non moriranno se mangiano pizza e albicocche per due settimane… Non controllate, non gestite, non puntualizzate, non decidete… Lo so che il vostro sguardo sa che cosa è meglio per loro, ma lasciate che lo scoprano da soli». Quel pezzo fu…

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2 min
il lato positivo del covid

Si sa quali irreversibili guasti provochi il piccolo mondo coniugale: nervosismo sociale, torpore mentale, ottundimento fisico, vampirismo, bisogno di armi automatiche, insana sete di superalcolici; davanti al palcoscenico matrimoniale, i legami si sfasciano, i sederi si ingrossano, l’erotismo si paralizza. Giungla nefasta, con tutte le sue tentazioni e impazienze, la vita coniugale è diventata un’entità aleatoria come un pronostico del totocalcio: uno (vince lui), due (tocca a lei), ictus (divorzio). Nella crisi dolorosa e bruciante dei rapporti amorosi, fin dai primi giorni della pandemia, terapisti e psicoanalisti avevano assicurato che il Covid-stress avrebbe ancor più devastato le relazioni di coppia (e in tanti casi l’hanno azzeccata). Ora, suonerà irreale nell’era delle mutande bucate e delle lenzuola ridicole, ma una ricerca di una università americana suggerisce ciò che poche persone avrebbero potuto…

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1 min
firenze

In una notte di primavera, seduti a un tavolo di pietra, sotto una pergola, una ragazza di ventun anni e un ragazzino di dodici domandano al loro padre che cosa ricorda dei suoi primi anni di vita. Lui prende a raccontare, e si accorge, mentre racconta, che tutto suona remoto, remotissimo. Firenze negli anni della Seconda guerra mondiale! Quanto tempo è passato? Eppure lui lo sente ancora, il polverio che sale dalle macerie. Il suono di un tram all’inizio dell’estate. Nomi curiosi, improbabili ma familiari come Melisenda, Tristano, Berlindo, Vergiana. Un piccolo gatto nero di pezza, con due perline al posto degli occhi. Una domanda fatta, a cinque anni, alla nonna: «Nonna, quando si muore è inverno?». La passione per i libri, che prende il posto dei giochi infantili, soldatini…

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1 min
trent’anni senza tondelli

Trent’anni fa moriva Pier Vittorio Tondelli (1955-1991). È stato probabilmente l’ultimo scrittore «totale» italiano: saggista, romanziere, critico d’arte, di musica e di teatro. Anche generoso inventore e collettore di energie editoriali con varie iniziative («Under 25» per giovani autori, eccetera) e primo a trattare in modo contemporaneo di tematiche queer nell’Italia rintronata dei primi anni Ottanta. Per dire: reportage dalle discoteche di Riccione e da Ibiza, insieme a colti resoconti dalla Vienna di Freud. E romanzi e scorribande nell’Emilia rombante. Non aveva nessuna nostalgia di un’Italia passata e mitica come Pasolini, piuttosto l’entusiasmo per un futuro global alla Arbasino, suo animale guida del resto. La presentazione del suo Rimini, romanzo del 1985, fu l’ultimo grande happening della letteratura italiana, quando letteratura voleva dire anche e ancora glamour, rilevanza, presa sulla…

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