Vanity Fair Italia 37 - Settembre 2021

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
1,09 €(VAT inclusa)
16 €(VAT inclusa)
25 Numeri

in questo numero

2 min
editoriale

#NoiSiamoAccoglienza Pina G. ha 64 anni e vive a Milano. Appena torna dalle vacanze, come tutti noi, viene travolta dalle immagini e dalle notizie che arrivano dall’Afghanistan. Pina è pratica e detesta restare ferma. Così prende il telefono, chiama l’associazione Pangea che conosce da tempo e chiede come può essere utile. La sua prima idea è di mettere a disposizione una stanza libera del suo appartamento per una delle ragazze in arrivo da Kabul. Da Pangea, però, le fanno sapere che non è ancora possibile smistare i profughi perché ci sono il Covid e la burocrazia a rallentare la solidarietà. Lei però non si dà per vinta, a dire il vero non lo fa mai quando si mette in testa qualcosa. Così, mentre la ascolto al telefono, mi racconta che sta…

f0017-01
3 min
sirene storie di creature che dovresti conoscere

Nadeesha Nadeesha racconta che in Sri Lanka, quando nascono i bambini, la famiglia incarica un astrologo di redigere il tema natale della nuova creatura, così ogni volta che da grande ne avrà bisogno potrà ricorrere ai consigli delle stelle. Aggiunge anche, con un sorriso enigmatico, di avere chiesto aiuto al suo tema natale non molto tempo addietro, ma nessuna di noi, sue nuove amiche, trova la spudorata invadenza di chiederle a proposito di cosa, in che periodo difficile si trovava. Mettendo per iscritto quell’aggiunta mi viene perfino il sospetto di averla sognata, anche perché, mentre Nadeesha parlava, la mia immaginazione era irrefrenabile: visualizzavo questo grande rotolo di carta con tutte le stelle della sua nascita avvolgersi su se stesso, venire sigillato da un nastro rosso, ingiallirsi e prendere polvere. E poi…

f0018-01
2 min
le mille anime di daniele del giudice

Se non avete mai letto nulla di Daniele Del Giudice – scrittore formidabile che non ha scritto moltissimo però ha scritto benissimo, e che si era ammalato gravemente a 56 anni e se ne è andato a 72, due giorni prima di ricevere il Premio Campiello alla carriera –, vi consiglio di cominciare da Staccando l’ombra da terra oppure dai racconti Mania, anche se il libro che lo consacrò fu Lo stadio di Wimbledon, celebrato da Italo Calvino del quale Del Giudice passò per erede, che a novembre torna in libreria per Einaudi. Lo stadio di Wimbledon parlava di uno scrittore che non scriveva: Bobi Bazlen, l’affascinante e indefinibile letterato che fondò la casa editrice Adelphi insieme a Luciano Foà e Calasso, e riciao a Roberto Calasso che ha pubblicato…

f0021-01
2 min
l’amore, dalla rete al materasso

L’amore che non c’è, l’amore che deve restare clandestino, l’amore inventato, l’amore «stronzo», l’amore non ricambiato, l’amore perso nel disincanto e nell’inganno, l’amore trovato. L’amore declamato: «Voglio dedicare qualche momento del mio discorso alla mia attrice prediletta: Nicoletta Braschi. A lei non posso nemmeno dedicarle questo premio, perché il premio è suo. Abbiamo fatto tutto insieme per quarant’anni ininterrotti di lavoro. Io conosco una sola maniera di misurare il tempo: con te e senza te», ha detto un intenerito Roberto Benigni dal palco della Mostra del Cinema di Venezia inalberando il Leone d’oro alla carriera. Ha poi mirabilmente concluso: «Essere donna è un mistero che noi uomini non comprendiamo. Aveva ragione Groucho Marx quando diceva “gli uomini sono donne che non ce l’hanno fatta”. Ed è la verità. Io non…

f0021-02
1 min
quibou, francia

AQuibou, un comune di novecento abitanti in Normandia, c’è una fornaia che si chiama Maëva L. e raccoglie il grano senza mietitrebbia. A mano, come una volta; e a mano impasta il pane. L’amore per i cavalli e per la natura l’hanno spinta a trasferirsi a Quibou nel 2019, in cerca di una vita semplice. Con un padre pasticcere e un nonno fornaio, non poteva che rilevare l’antica boulangerie del paese. Le piace fare tutto, dice, «dalla A alla Z». Ha piantato diverse varietà di grano per le diverse forme di pane biologico che propone ai clienti-sostenitori: perché in parecchi hanno risposto al suo appello social, entrando a fare parte di un curioso collettivo di mietitori all’antica. Sono almeno diciassette, di diverse età, accovacciati con dedizione e con guanti e…

f0022-01
1 min
l’autunno freddo degli autocrati

DICONO CHE, ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA, UN ASTRO NASCENTE ABBIA DOVUTO LITIGARE CON UNA ZIP A SOLE DUE ORE DAL RED CARPET. DOPO UNA CRISI DI PANICO, QUEGLI 8 CENTIMETRI SONO STATI RECUPERATI. CON MOLTO TULLE, DICONO. Non si sa ancora se e chi riconoscerà ufficialmente il governo dei talebani in Afghanistan; però intanto gli autocrati di tutto il mondo si stanno interrogando. Erdogan sta alla finestra, Orban riflette, Putin invidia, i cinesi sospirano. Sono stati infatti tutti scavalcati a destra dai talebani come punto di riferimento fortissimo (cit.) di chi proprio non tollera la democrazia. Rispetto agli autocrati incravattati, che talvolta tengono ancora qualche sembianza democratica e di diritti civili, i talebani non fanno finte elezioni, e girano direttamente coi loro mitra al braccio. Se i cinesi si…

f0022-02