Vanity Fair Italia 39 - Settembre 2021

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
1,09 €(VAT inclusa)
16 €(VAT inclusa)
25 Numeri

in questo numero

2 min
tutti dicono nft

In pochi hanno davvero capito che cosa diavolo siano. In questo numero di Vanity Fair ve lo raccontiamo. Perché gli NFT rappresentano la nuova frontiera digitale che cambierà tante cose. Per capirli, facciamo un passo indietro. Immaginatevi di tornare, diciamo, all’inizio degli anni Duemila, quando ancora non c’erano i grandi social network. Bene, se qualcuno fosse venuto da voi a dirvi che di lì a poco chiunque, con dei seguaci in un mondo che non esisteva, avrebbe potuto costruire fortune e accumulare molti soldi, lo avreste sicuramente guardato increduli. Primo perché vi sembrava impossibile. Secondo perché quello che diceva non era per niente chiaro: cosa vuol dire avere dei seguaci in un mondo che non esiste? E chi mai avrebbe messo dei soldi in una cosa che non esiste? Davanti agli NFT…

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5 min
siamo pronti all’alternativa?

Mentre ci riaffacciamo faticosamente alla vita pre Covid-19, non solo scopriamo che non potrà mai necessariamente essere la stessa, ma anche, e dolorosamente, che la crisi ambientale che affligge i sapiens sul pianeta Terra non è sparita e che nessun vaccino la può contenere. La pandemia stessa ha una radice ambientale evidente (come le altre precedenti, Aids compresa) nella deforestazione che precipita in stato di stress pipistrelli carichi di patogeni fino a mettere in scacco quasi otto miliardi di sapiens con tutto il loro apparato tecnologico, mentre loro li sopportano egregiamente. Sars-Cov-2 ha geni di pipistrello e pangolino malese, ma noi lì, a cercare il colpevole cinese, esattamente come nel XVII secolo si dava colpa della peste alle «vesti comprate o rubate a soldati alemanni» (I promessi sposi). È che,…

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3 min
paola

L’ultima volta che ho visto Paola non era già più solo Paola. Sul suo viso c’era la serenità che ha da quando ha accanto Alessandro ed è diventata mamma di Olivia, le due cose sono accadute insieme, perciò da qualche anno non so più dove le finisce l’amore per l’uno e comincia quello per l’altra. So solo che quella mia amica, che conosco da prima di nascere, non mi è mai sembrata più bella di ora che è una e trina. Questo, però, non gliel’ho detto per pudore e per non essere melensa, allora lo lascio cadere qua, nascosto ed esposto come le cose scritte, mentre se riguardo i nostri ultimi messaggi sono pieni di forza e di sarcasmo, leggo di lei che mi scrive che si è rubata un’ora…

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2 min
grazie controllore

Grazie controllore brizzolato che con gentilezza infinita venerdì mi hai fatto un cambio classe sulla Milano-Mestre perché in seconda – ora che non c’è più il distanziamento – si stava troppo ammassati. Grazie per la pazienza con la quale dopo il cambio hai verificato il mio Green Pass, che non c’era collegamento e hai provato tre volte, e non solo a me ma agli altri quattro che come me avevano potuto investire diciannove euro per viaggiare un po’ più sereni. Sono fierissima del mio Green Pass e ogni volta lo sfodero con orgoglio, come quando sale il controllore in tram e mostri fiero che sì, tu ce l’hai il biglietto (dài, una volta, da giovani, è capitato a tutti di non averlo) e ti senti un cittadino modello, neanche avessi…

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2 min
liberal e brutta

Molte sono le rivoluzioni che cambiano il mondo ma poche quelle che cambiano gli uomini. Si chiamano allora rivoluzioni mentali, perché capaci di generare una nuova idea di umanità. Con la rivoluzione digitale, i nostri gesti sono cambiati a una velocità sconcertante, non sono più uguali lo spazio e il tempo, il passato e il futuro, la verità e la menzogna, l’individuo e la politica. Oggi basta un tweet per fare a pezzi secoli di cultura. Viaggiamo a fari spenti e nessuno può dire come finirà la tirannia senza freni del «politicamente corretto» (sanificare il linguaggio non porta a soluzioni reali) o l’esasperazione del #MeToo con le sue forme di «psicopolizia» o il fanatismo della «cancel culture», che abbatte statue, inseguendo un’impossibile «bonifica» del passato; atteggiamenti che solo dieci anni…

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1 min
la multa letteraria

Questa multa si paga leggendo, gente! Se restituite un libro in ritardo alla biblioteca, e la tessera è stata disabilitata, potete riattivarla dedicandovi a una sessione di lettura. Un’ora vale cinque dollari. Vedere un film, anche se tratto da un libro, o ascoltare musica non conta. Graphic novel, fumetti, giornali, anche in formato digitale, sì. Anche gli audiolibri vanno bene. L’esperimento non è recente (è partito quattro anni fa), ma il bello è che continua a funzionare: 13 mila account di ragazzi e ragazze ripristinati e 50 mila sessioni di lettura nelle biblioteche della contea di Los Angeles. Questa curiosa «multa letteraria» potrebbe essere presa a modello anche in altri contesti: a cominciare da quello scolastico. E chissà che il multato di turno non si trovi a scoprire che leggere non…

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