Vanity Fair Italia 40 - Ottobre 2021

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
1,09 €(VAT inclusa)
16 €(VAT inclusa)
25 Numeri

in questo numero

2 min
noi andiamo avanti

Seduto per terra, con le braccia intorno alle gambe piegate, Ghali si racconta a ruota libera. «La cosa strana è come mi percepiscono: in Tunisia sono l’italiano e in Italia il tunisino. Ho sempre provato questa sensazione: essere qui ed essere visto come uno straniero. E andare al mio Paese d’origine ed essere visto come uno straniero. Ma io dove devo stare? In mezzo al mare Mediterraneo?». Questo numero di Vanity Fair è un affresco di ragazzi e ragazze italiani: immigrati di seconda generazione, adottati o arrivati in Italia dopo un viaggio disperato. Nelle prossime pagine ci sono storie e interviste che raccontano la vita, il lavoro, gli impegni e le vicissitudini di un’umanità in bilico tra due culture, un panorama ricco, complesso, multiforme. Per narrarlo, abbiamo coinvolto scrittori, giornalisti, fotografi…

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3 min
silvia

Siamo sedute nel suo studio e Silvia si alza dal divano viola per mostrarmi una foto sullo schermo del telefonino. La riempio di domande, potrei ascoltarla per ore e lei non si sottrae, si è creata un’intimità fatta di agnizioni e osmosi, ci arrabbiamo insieme per ingiustizie che vediamo solo noi, ci riconosciamo in parole comuni che tratteggiano il percorso di entrambe, il mio con le parole e il suo con le immagini, i suoni, le forme, le installazioni, le performance e, sì, anche le parole. Silvia è un’artista straordinaria che lavora a più livelli su due termini: la violenza e il sacro. La violenza è un linguaggio, spiega, un linguaggio che tutti impariamo nel calore spinoso dell’ambiente domestico mentre ciò che dovrebbe esserci familiare ci accoglie e ci respinge.…

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1 min
emozioni da condividere

Ho visto Titane, il film che ha vinto la Palma d’Oro a Cannes del quale Nanni Moretti aveva spiritosamente scritto su Instagram di aver capito di colpo di essere invecchiato perché non aveva vinto lui ma un film in cui la protagonista rimane incinta di una Cadillac. E tutti abbiamo pensato «incinta di una macchina? Sarà una clamorosa pippa intellettualistica». Invece l’ho visto e l’ho trovato bello. Secondo me se Nanni lo vede piace anche a lui. A settembre ho fatto un’orgia di cinema in sale semivuote. Quello della capienza (cinema, teatri, concerti) è un problema vero e ora serve che il ministro Franceschini se ne occupi: non ha senso viaggiare accalcati e penalizzare la cultura, vuol dire giudicare gli artisti gente da poco come quando venivano sepolti in terra…

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2 min
sos famiglia

Prima bistrattata («La famiglia è un’associazione a delinquere»); poi dileggiata («La vita famigliare è un’interferenza nella vita privata»); e ora bagnata di sangue e lastricata di omicidi («Una famiglia non è che un anticipo dell’inferno»). Ormai è ufficiale: da La morte della famiglia, saggio degli anni Settanta di David Cooper, pioniere dell’antipsichiatria, siamo finiti alla «morte in famiglia». Ecco una sequenza quotidiana di vite cancellate a colpi di tubi di ferro, di bloccasterzo e perfino a colpi di pentole in testa. Figli che strangolano i genitori. Padri che fanno fuori un’intera famiglia, nonna compresa. Sorelle che uccidono la madre. Posato il fiasco, un disgraziato ha ucciso la sua compagna perché si rifiutava di dimagrire. Gesti atroci. E senza provare sensi di colpa. Ma ciò che più sgomenta è che i…

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2 min
alnwick, inghilterra

Veder mangiare patatine fritte davanti casa sua tutti i santi giorni deve avere portato il quarantacinquenne Stephen W. a un grado di irritazione insostenibile. Ciascuno ha le proprie buone ragioni per essere stizzito, e questa è evidentemente un’epoca di suscettibilità a fior di pelle. Comunque, a sentire lui, le patatine fritte non le vedeva mangiare «davanti casa» ma praticamente sul suo davanzale. Così, dal giorno alla notte, Stephen ha tirato su una staccionata alta quattro piedi per impedire ai clienti dello storico negozio di fish and chips lì accanto di sostare davanti alle sue finestre. Per raccontarla tutta, l’abitazione di Stephen fino a qualche tempo fa era un negozio di dolci, di cui era gestore lui stesso. L’ha chiuso nel 2019 e l’ha fatto diventare casa sua. Quella che era…

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1 min
il super stato di steve jobs

Dieci anni fa moriva Steve Jobs (5 ottobre 2011). Il fondatore della Apple, il maniaco del dettaglio e del controllo, il creativo controcorrente, l’astuto venditore che ha sempre capito, prima di noi, di cosa avevamo bisogno. Dal nulla ha creato l’azienda più ricca al mondo, che oggi vale oltre 2.000 miliardi, quanto il Pil italiano. Insomma Apple è uno Stato, di cui siamo un po’ tutti cittadini (o sudditi). Quanto paghiamo tutti ogni anno infatti tra iPhone e iWatch e iMac? Sarà questa la vera patrimoniale? E quanto è cambiato essere cittadini di questo Stato? Chi di noi ha una certa età ricorda come buttarsi su computer «non Windows» era trent’anni fa un’avventura per creativi coraggiosi («la stampante funzionerà?», «i programmi saranno compatibili?», ci si chiedeva timorosi). Ci si sentiva…

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