Vanity Fair Italia 46- Novembre 2021

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
1,09 €(VAT inclusa)
16 €(VAT inclusa)
25 Numeri

in questo numero

3 min
editoriale

L’urgenza di educare contro l’odio A che cosa servirà mai una legge che ci protegge dall’odio di chi ti attacca, ti minaccia e ti fa del male solo perché sei diverso da lui o da lei? Io penso che il modo migliore di capirlo sia raccontare una storia. Una storia vera vissuta la scorsa settimana a Roma da Alessia Arcolaci, mamma, moglie e collaboratrice di questo giornale. «Sabato mattina, sono circa le 10.30. Sono davanti al computer a scrivere per Vanity Fair. M’interrompo quando squilla il telefono. È mia madre, trafelata, mi dice che davanti alla sua porta c’è un signore che urla come un pazzo. Mia madre abita due piani sopra al mio. Dico a mia moglie Karole che salgo un attimo, lei resta con nostro figlio Leon a guardare Spider-Man:…

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6 min
terra amata terra folle

Fra i miei primi ricordi d’infanzia c’è una manifestazione di Peace Now. Sono sulle spalle di mio papà, quindi devo avere sei, massimo sette anni. La manifestazione si svolge nel giardino pubblico Ha’em, nel centro di Haifa. C’è un grosso palco da cui parlano gli oratori, è nascosto da grossi pini. Intorno a noi, i partecipanti portano cartelli con scritte in ebraico e in inglese. Non ricordo che cosa dicessero i cartelli, ma se la mia stima dell’anno è corretta, doveva essere una manifestazione in sostegno della pace con l’Egitto. Non c’erano molte persone nel giardino in quell’occasione. Forse qualche centinaio. Ma si ripresentarono anche la settimana successiva, sventolando gli stessi striscioni. Mio padre mi teneva di nuovo in spalla. E mia madre portava di nuovo il passeggino dove il…

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3 min
sirene

Fiona C’è un mestiere bellissimo dal nome antico: educatrice. E c’è una creatura che lo svolge con la disinvolta e rigorosa follia che richiede: Fiona. Fiona non è solo un’educatrice, ma anche un’attrice, regista e scrittrice di teatro, soprattutto – ma non soltanto – teatro per l’infanzia. Nella poliedricità si nasconde in parte il mistero del suo aspetto alieno: in un mondo in cui con sempre più facilità viene usata la parola queer, lei è nata così e non ha bisogno di ammantarsene. Fiona appare, e quando appare porta con sé un’aura. Non basta indossare una conforme stravaganza per essere davvero irregolari, serve innanzitutto essere liberi sottopelle, dentro la carne e a costo di non rientrare in nessuna definizione. Fiona, essere indecifrabile fra cento mondi (visibile, invisibile, tutte le sfumature possibili e…

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2 min
daria e d’amore

Ti amo Che cos’è l’amore? Quando ho conosciuto Hanne Ørstavik, scrittrice norvegese famosissima in Europa e tradotta ovunque nel mondo, finalista al National Book Award nel 2018, era una persona molto felice perché da poco, per la prima volta, a quasi cinquant’anni, aveva trovato l’amore. Era stato un colpo di fulmine: lui si chiamava Luigi Spagnol, era il suo editore italiano. Si erano incontrati a un festival letterario in Norvegia e si erano innamorati. Si assomigliavano anche fisicamente: entrambi di pelle e capelli chiarissimi, entrambi con un mondo interiore molto preciso, solitario, anche doloroso. Due artisti. Lui era un grande editore ma era se stesso soprattutto quando dipingeva. Lei era venuta ad abitare a Milano per stare con lui. L’ho conosciuta in maggio, al Salone del libro. L’ho rivista a settembre. Luigi non…

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1 min
nessuna vergogna

Facciamo un breve riepilogo: viviamo nel Paese in cui la gente scarica da Telegram finti green pass intestati a parenti defunti, in cui in Senato si applaude al mancato passaggio di una legge che tutela delle minoranze come se fosse un gol al novantesimo, in cui si evadono le tasse lamentandosi della mancanza di servizi, in cui si rinuncia al diritto di voto se le elezioni capitano in un weekend di sole, in cui si distrugge il pianeta, si spreca il cibo, ci si dimentica dei bisogni del prossimo, si tradisce, si mente, si ruba quando siamo certi di non essere scoperti, e in caso contrario si offende l’intelligenza altrui e il senso di giustizia negando qualunque evidenza, in cui ci si prende a parolacce tra sconosciuti sui social, si…

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3 min
dago e filo

La pazza pizza di Papa Wojtyla Farsi possedere dal Diavolo è oggi un segno di grande disponibilità, un modo di stare al mondo all’insegna dell’apertura e della reversibilità del comportamento, un rendersi pronti a tutte le esperienze. E forse anche un modo per sottrarsi alla banalità. Soprattutto in una città che si autodefinisce Eterna come Roma, che assomiglia a una folata di vento che trasporta Storia, polvere, gioia di vivere, disinvolta ignoranza, cinismo e anche una materia imponderabile, preziosa: la stessa vita. È quello che deve aver cogitato Karol Wojtyla. Il 16 ottobre 1978 era salito al soglio pontificio con il nome di Giovanni Paolo II. Con la sua figura franca e ironica, i modi pacati e solenni del suo ruolo, le sue orazioni simili a frustate, voce baritonale e dizione…

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