Vanity Fair Italia 48 - Dicembre 2021

Vanity Fair è una vetrina infinita per i tuoi interessi che ogni settimana ti appassiona, ti diverte e ti informa su tutto quello che ti piace: avvenimenti e personaggi che contano, moda, bellezza, benessere, musica, libri, arte, cinema.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Weekly
1,09 €(VAT inclusa)
16 €(VAT inclusa)
25 Numeri

in questo numero

2 min
insieme

Più del caos, sarà la divisione ciò che ci rimarrà di questi anni di cambiamento. Buoni contro cattivi. Chi ha ragione contro chi non ce l’ha. Destra contro sinistra. Nessun compromesso. Nessuna possibilità di dialogo. Nessun confronto. Tu stai di là, io di qua. E in mezzo ci sono solo gli insulti sui social. L’ho scritto più volte, però non mi stanco di ripeterlo: stiamo vivendo un’era feconda di profonda trasformazione culturale, un periodo di rivoluzione che porterà sul lungo un grande progresso, ma che sul breve sta facendo emergere divisioni ed estremizzazioni. Queste fratture inquinano il discorso, disperdono il senso, enfatizzano le diversità. Sono come urla sguaiate che coprono una melodia sussurrata: chi ascolta, quindi, avverte solo le prime e si perde il vero suono del presente. Se si parla delle parole…

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2 min
per il clima qui, ora, giorno dopo giorno

Inegoziati per il clima di Cop26 hanno chiuso i battenti da una decina di giorni, a Glasgow, ma la discussione continua. Io sono qui, cercando di fare il punto di ciò che sarà e di ciò che vorrei che fosse. C’è stato il colpo di scena finale dell’India. Il documento prevedeva l’eliminazione del carbone; loro, supportati dalla Cina, hanno fatto sostituire il termine con la parola «progressiva riduzione». Non è servito che Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea, mostrasse la foto del nipotino dicendo che, in caso di fallimento, il suo piccolo Kees avrebbe dovuto lottare con tutti gli altri esseri umani per avere acqua e cibo. Nulla da fare. Cop26, oltre ai suoi punti oscuri (come i 100 miliardi di dollari l’anno previsti per i Paesi vulnerabili, e non…

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3 min
maria

Ricorre il 26 novembre un anniversario doloroso e importante: nel 2017, a quarant’anni, moriva Alessandro Leogrande, scrittore, giornalista e intellettuale pugliese, voce preziosa alla radio e sulla carta: si era occupato di trafficanti, di migrazione, di razzismi, di desaparecidos, degli ultimi e dei penultimi della Terra. Ogni anno amici e colleghi lo ricordano, mentre i suoi libri, tra cui La frontiera, Il naufragio e Uomini e caporali, sono già diventati dei classici. Quest’anno il teatro Koreja di Lecce ha organizzato per quella data un bell’incontro con il sindaco di Tirana, città dove a Leogrande è stata dedicata una via, e con scrittrici e giornaliste che del suo lavoro hanno raccolto l’eredità: Annalisa Camilli, Francesca Mannocchi, Nadeesha Uyangoda (io non potrò essere in presenza ma manderò un contributo video). All’incontro, come…

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2 min
la coscienza di zero

«Sei cintura nera di come se schiva la vita», dice l’Armadillo a Zero, il protagonista di Strappare lungo i bordi, la serie tv di Zerocalcare su Netflix che sta entusiasmando mezza Italia. L’Armadillo è la coscienza di Zero, lo critica, lo tormenta, non gli fa passare nulla, ma non è mai petulante, anzi appare rassegnato alla sua apparente incapacità di vivere. Lo sfotte, ma non si aspetta che cambi. In molti ormai conoscono il mondo di Zerocalcare e sanno che cos’è «l’accollo» (responsabilità, impegno, fastidio delle aspettative dell’altro) perché hanno letto i suoi fumetti o visto i corti animati Rebibbia Quarantine che furono trasmessi a Propaganda Live durante il primo lockdown. Se così non fosse, sappiate che anche se non sembra – perché Zero parla solo romano e vive nel…

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1 min
prendiamoci a schiaffi

FAMMI UNA DOMANDA Amo le mie amiche ma a volte non le sopporto, è normale? Io credo che la vera amicizia sia proprio quella in cui a volte vuoi prenderti reciprocamente a schiaffi in faccia. E credo che non solo sia normale, ma sia proprio sano (pensarlo eh, lungi da me consigliare di farlo). Credo dipenda dal fatto che nella migliore delle amicizie si può fare schifo, tirare fuori il peggio di sé, essere come sei quando sei sola, sapendo però che chi è accanto a te sarà tuo complice nel faticosissimo lavoro di migliorare. Ho avuto spesso la sensazione, quando chiedevo scusa ai miei amici per il mio carattere orribile, per le mie mancanze egoriferite, che fossero dispiaciuti più per me che per loro, più per come io stavo trattando me…

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3 min
napoli è cultura, arte, talento!

Seduta tra un Vesuvio e una Scampia, contesa tra il mare e la lava, stretta tra Dio e Satana, da sempre Napoli riesce a coagulare brividi e lividi, denunce catastrofiche, ammissioni d’inferiorità, incompetenza, cronica arretratezza, disprezzo. Una vulcanica città da degradare a metafora: è un binario morto, un bel paio di manette, una polpetta avvelenata, un puttanone antico, un pre-assaggio dell’Inferno. L’ultima stoccata è arrivata, pesante come un casatiello lievitato male, dalle pagine del quotidiano parigino Le Figaro: «Napoli è il terzo mondo d’Europa». Mammamia! Un disprezzo duro e soprattutto ingiustificato, se si tiene conto che la malavita di Napoli è in gran parte quella di tutte le capitali; una paranoia che sfiora sornionamente il Vangelo, dove, com’è noto, le priorità alla fine s’invertono. Ad esempio, chi si ricorda più…

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