Moda
Vogue Italia

Vogue Italia Giugno 2019

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequenza:
Monthly
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12 Numeri

in questo numero

3 minuti
quando è apparso l’angelo

Non ero chi ero, e mi stava bene. Mi vestivano delle donne per altre donne, anche se a volte pensavano di farlo per gli uomini. Mi mettevano tacchi argentati, reggiseni d’oro, cinture di cristallo. Mi preparavano con sfumature di blu e girocolli color vaniglia. Se dio è la vetrina di un negozio, io ero dio. Se dio è un sentimento, ero perduta. Quando è apparso, l’angelo aveva indosso soltanto una camicia da notte. Io dormivo in piedi, dato che lavoravo in una vetrina tutta la notte. Mi ha messo sulla sua motocicletta e mi ha portato in un motel. Appena mi sono svegliata, ho pensato di dover girare per l’Holiday Inn. Ma l’unico flash era la luna. L’unica testimone era la piscina vuota. Le ho detto che avevo bisogno di tornare…

1 minuti
l’uomo vogue #5: l’originale

Si può essere ancora originali? Esplorare concetti, visioni, idee completamente inediti senza riproporre, seppure in modo nuovo, qualcosa che sia già stato detto, scritto, visto? L’originalità è l’argomento su cui si interroga il quinto numero de L’Uomo Vogue, in edicola dal 10 giugno. E lo fa sperimentando diverse possibilità e sfaccettature dello stesso concetto. Chiedendo, per esempio, a grandi fotografi come Sarah Moon, Craig McDean e Paolo Roversi – tra gli altri – di individuare l’immagine di un personaggio per loro unico e di spiegare il perché di questa scelta. O domandando a photoeditor e curatori di mostre di identificare il volto di un fotografo assolutamente fuori dagli schemi, raccontando così la loro visione di unicità. Ma originale è anche il momento di un debutto o di una prima volta sulle pagine…

3 minuti
quello che le diete non dicono

Ecco tre cose importanti che l’industria dei prodotti dietetici non vuol farvi sapere: 1. Effetti collaterali delle diete. A lungo termine non funzionano. E la ragione è che il nostro corpo è programmato per contrastare il dimagrimento intenzionale e la scarsità di cibo, per una questione di sopravvivenza! Quando ci imponiamo delle restrizioni il nostro metabolismo rallenta, la sensazione di fame si intensifica e la nostra fissazione per il cibo aumenta. Vi siete accorti che più a lungo dura la dieta e più è difficile rispettarla? Naturalmente ci sentiamo in colpa («Non ho nessuna forza di volontà! Questa è la prova che devo sottopormi a una dieta ancora più drastica!»), ma sono proprio le diete e le restrizioni a votarci al fallimento. Non si tratta di debolezza, ma di istinto di…

2 minuti
di eccentricità e perbenismo

Sovviene la lezioncina sul ceruleo elargita dalla arcigna Miranda Priestly ad Andrea Sachs, ingenua e supponente, ne “Il diavolo veste Prada”. Per quanto sommaria – Miranda spiega ad Andrea che l’azzurro del suo anonimo pullover non è un colore scelto a caso – la ricapitolazione di come una idea apparentemente balzana sbocciata nella mente dello stilista influente possa toccare, per successivi capitomboli, anche il capo più insignificante della più scognita catena low cost, ben riassume il ciclo di vita cui soggiacciono, in un modo o nell’altro, mode e modi, arrivando a segnare epoche intere. Big things have small beginnings, dicunt. Venia sia concessa se adesso, ex abrupto, passo alla prima persona, ma dell’apologo mi rammentai pochi giorni or sono andando a far barba e capelli dal mio figaro di fiducia in…

5 minuti
l’elogio del difetto

Per decenni tra i termini “inclusione” e “luxury fashion” c’è stata una dissonanza abissale, ma per una nuova generazione di consumatori socialmente consapevoli, l’immagine – obsoleta – di un’industria della moda priva di rappresentatività in termini di genere, taglia, talento ed età è diventata pressoché incomprensibile. Sempre più spesso negli ultimi mesi si è avuta la sensazione che si stiano abbattendo barriere e distruggendo preconcetti deleteri, chiedendo in sostanza a ognuno di noi di ridefinire quello che riteniamo bello. Oggi assistiamo al tramonto di quel concetto di bellezza cisessuale ed eurocentrico cui ci siamo uniformati per molto tempo e, di conseguenza, stiamo aprendo la strada a una serie di modelle che sfidano gli stereotipi, spingendo stilisti, redattori, direttori di casting e fotografi a riconsiderare le proprie scelte a livello di immagine.…

4 minuti
le regole del gioco

Che il mutamento sia impossibile da schivare – specialmente nella moda – è un fatto innegabile. Il cambiamento è uno schiaffo alla stasi. Diretto e inevitabile. Prima stordisce, poi destabilizza e infine riattiva le molle arrugginite dell’ingegno, mettendo in discussione anche quello che sembrava intoccabile. E oggi nel mirino dell’evoluzione ci sono le sfilate: gli eventi retti dal principio di esclusione, aperti unicamente ad addetti ai lavori (e/o agli amici di), adesso sono in fase acuta di rimodulazione. «Ho pensato a un evento inclusivo, che metta assieme per la prima volta stili e storie diverse», spiega Andrea Panconesi, ceo di LuisaViaRoma, prossimo alle celebrazioni del novantesimo anniversario della boutique toscana. Quello del 13 giugno a Firenze sarà anche il primo CR Runway show, dalle iniziali della sua direttrice artistica, Carine Roitfeld,…