SCOPRILIBRERIA
searchclose
shopping_cart_outlined
exit_to_app
SCOPRILIBRERIA
searchclose
shopping_cart_outlined
exit_to_app
category_outlined / Scienza
Wired ItaliaWired Italia

Wired Italia

Dicembre 2018

Ogni mese WIRED ti racconta le storie, le idee e le persone che stanno cambiando il mondo. Pagina dopo pagina, WIRED fornisce chiavi di lettura precise, coerenti e comprensibili per orientarsi nell’innovazione. Ma non solo: WIRED è anche divertimento, cultura, cinema, libri, gadgets...

Paese:
Italy
Lingua:
Italian
Editore:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Read Morekeyboard_arrow_down
COMPRA NUMERO
3,98 €(Incl. VAT)
ABBONATI
9,99 €(Incl. VAT)
4 Numeri

IN QUESTO NUMERO

access_time3 min.
prefazione

L’innovazione, non solo tecnologica, si fonda sulla conoscenza. E alla base della conoscenza ci sono i caratteri, quell’insieme di segni alfanumerici che – come la doppia elica del dna – forma il genoma delle lingue e dei codici informatici che da sempre governano il mondo digitale: dai computer allo scambio elettronico di denaro, fino ai sistemi di intelligenza artificiale, alla blockchain o agli algoritmi che guidano le azioni dei robot. Non è un caso, infatti, che una delle più grandi invenzioni della Storia sia stata la scrittura. Avvenne nel Paleolitico (si parla, quindi, di due milioni e mezzo di anni fa ed era ancora sotto forma di immagini) e aveva la funzione che ha oggi la lingua fatta di parole: mantenere e diffondere la conoscenza.L’invenzione della scrittura arrivò molto…

access_time5 min.
prologo

Il futuro? È una parola. In effetti, se qualcuno mi chiedesse di farlo, come parola del futuro io indicherei proprio la parola “futuro”. Questo, dopo un ballottaggio con la parola “parola”: perché siamo d’accordo sul fatto che anche “parola” è una parola, vero? È certamente legittimo sospettare che io dica così perché d’abitudine con le parole ci gioco: le guardo, le incrocio, le combino invece che usarle come mezzi (in anglolatino: “media”!) per arrivare alle cosiddette “cose”. In effetti mi piace osservarle, le parole: come un pensionato davanti a un cantiere più che come un biologo al microscopio. Capisco bene quelli che non guardano la luna ma il dito che la indica. Proprio la luna è stata parte del futuro: io c’ero e ricordo le immagini televisive tremolanti del…

access_time1 min.
acqua

Sentiremo dire: « Ho sete », ma non ci sarà acqua proprio lì, in quel momento. Oppure diremo: « Ieri mi sono fatto la doccia ». E intorno ci guarderanno stupiti o ammirati: «Fortunato te, che ti sei potuto lavare, ma come hai fatto?». È un futuro distopico e non voglio seminare il panico facendo previsioni terrificanti. Ma mi accorgo che ancora oggi, nonostante gli avanzamenti delle tecnologie, e l’evoluzione della società, tutto giri sempre intorno all’acqua. A questo elemento prezioso, cui siamo talmente abituati – a usarlo, ad averlo in ogni momento, a sprecarlo con indifferenza – da non farci più nemmeno caso. Ed è perché non pensiamo al futuro, quando l’acqua continuerà a essere il motore di tutto. Ma, se non ce ne preoccupiamo oggi, rischiamo di…

access_time7 min.
adattabilità

Il lavoro, così come siamo abituati a pensarlo da almeno due generazioni, è destinato a subire un profondo cambiamento. Se è vero che l’automazione industriale può sembrare una mera estensione della rivoluzione digitale, a segnare una netta discontinuità sarà l’intensità del cambiamento, che porterà a un forte innalzamento della produzione già nell’arco dei prossimi quattro o cinque anni. Lo studio The Future of Jobs 2018, condotto dal World Economic Forum presso un campione di 313 aziende globali che rappresentano circa il 70% del Pil mondiale e oltre 15 milioni di dipendenti in 12 settori produttivi, individua quattro driver principali di cambiamento: la capillare diffusione planetaria dell’accesso a internet tramite dispositivi mobili, l’intelligenza artificiale, l’adozione diffusa di analisi di big data, la cloud technology.Queste innovazioni interagiranno giocoforza con le tendenze…

access_time1 min.
addestramento dei robot

Addestrare intelligenze artificiali è una delle più promettenti professioni del futuro, e la disciplina che le darà forma è la pedagogia. Perché, come ipotizzava già negli anni Cinquanta Alan Turing, è possibile far crescere le intelligenze artificiali come se fossero bambini, insegnando loro a capire il mondo che le circonda, la nostra lingua e il nostro modo di comunicare. Allevare una mente artificiale però solleva gli stessi problemi etici che pone l’educazione di un bimbo: quali conseguenze ha istruirla? Negli anni Quaranta, quando l’intelligenza artificiale era legata alla fisicità del robot, Isaac Asimov aveva affrontato la questione con le sue famose tre leggi della robotica. Asimov disegnò i principi guida da insegnare alle macchine che ancora oggi gli scienziati reputano validi: sicurezza per gli umani, spirito di servizio nei…

access_time1 min.
ai songwriters

Gli esperimenti con l’intelligenza artificiale (IA in italiano, AI in inglese) in ambito musicale non sono certo una novità: da anni si cerca di progettare macchine in grado di produrre musica in maniera autonoma e addirittura di interagire con artisti umani, come nel caso dell’italianissima A-Mint messa a punto dal musicista Alex Braga con l’Università di Roma Tre. Società come Amper o Magenta (di proprietà di Google) stanno facendo passi avanti sul fronte della composizione melodica: la sfida più grande in questo caso è interpretare gli stili musicali e scomporli in oggetti computazionali. Ma le applicazioni dell’IA in questo settore sono potenzialmente infinite e ultimamente la tendenza è applicarla anche alla scrittura dei testi. Scomponendo vastissimi cataloghi di testi e canzoni in segmenti linguistici minimi, sempre individuati in base…

ULTIMI NUMERI

help