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Food&Wine Italia

Food&Wine Italia Dicembre/Gennaio 2019/2020

Un punto di vista internazionale e autorevole sulla scena della ristorazione e sull’universo vino e beverage, con il più grande archivio di ricette da ogni angolo del pianeta. Scoprite con FOOD&WINE ITALIA le destinazioni più emozionanti, le nuove esperienze e i trend emergenti attraverso storie e personaggi fuori dai cliché, grandi reportage fotografici e rubriche originali. Imparate le tecniche dei top chef e preparate il menù perfetto, dagli antipasti ai dessert, con i migliori abbinamenti di vini e cocktail grazie ai consigli dei nostri esperti.

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Italy
言語:
Italian
出版社:
MAGENTA SRL
刊行頻度:
Bimonthly
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この号

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time to celebrate

È PASSATO UN ANNO. Sei numeri (quello che stringete tra le mani è il settimo) hanno segnato i primi 12 mesi della nostra avventura, il lancio dell’edizione italiana di una delle riviste di cucina più autorevoli del mondo. Ricordate i temi trattati? Pollo, la “meglio” gioventù, hotel&travel, acqua, pizza e vino. Ci siamo impegnati a plasmare un prodotto che non c’era, con un forte taglio internazionale, una nota dominante vivace, e spazi di approfondimento e riflessione su tematiche colte, rilevanti (speriamo!). Per celebrare questo anno 1 abbiamo coinvolto lo chef numero 1 al mondo (incoronato dai World’s 50 Best Restaurants), Mauro Colagreco, del ristorante Mirazur, a Mentone. Io l’ho conosciuto anni fa, in occasione di un viaggio nella sua Argentina, per poi ritrovarlo in numerose altre occasioni, in casa o…

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la carica dei formaggi.

L’ALTA CUCINA FRANCESE richiede una tempra notevole. Dopo una dozzina di piatti elaborati si rischia di non farcela più. Coraggio: l’occasione di riprendersi arriva appena prima del dolce. Ed è il genuino prodotto delle fattorie di tutta la nazione, dalle Alpi ai Pirenei: il formaggio. In contraddizione con le sue umili origini, il formaggio entra in scena come il Re Sole, sistemato su un carrello realizzato appositamente per lui che i francesi chiamano “le chariot à fromage”: di acciaio satinato, dalla forma avveniristica e provvisto di ruote da carrozzina baby al ristorante parigino di Alain Ducasse, Plaza Athénée; un baule da prestigiatore al Le Cinq, nel Four Seasons della capitale francese, di cui il cameriere apre la parte frontale e quella superiore, svelando le pareti interne a specchio che riflettono i…

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è nata un’isola.

Il 1800 Nelle case europee più agiate, di norma, c’è un grande tavolo di fronte al focolare o, verso la fine del secolo, a una stufa di ghisa. Le cucine sono luoghi chiusi e separati dal resto della casa, cucinare è compito della servitù. Anni 20 La “Francoforte”, disegnata dall’architetto tedesco Grete Schütte-Lihotzky per le case popolari, aumenta notevolmente l’efficienza della cucina grazie a innovazioni come le pattumiere a scomparsa e i cassetti per la farina in legno di quercia, per scongiurare la presenza di tarme. Anni 40 La cucina diventa il centro della casa. Marcel Breuer, nel 1949, costruisce un modello all’avanguardia nel giardino del Museo di Arte Moderna di NY, con i banconi aperti verso gli altri ambienti e dai quali «si può controllare qualunque altra attività». Anni 60 Il programma televisivo “The French chef”…

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what to cook now

SKIRT STEAK ALLA SALSA DI SOIA E ACETO BALSAMICO Erbe aromatiche e aglio schiacciato, con il loro sapore deciso, contrastano i peperoncini dolci, mentre una marinatura leggera insaporisce la carne TEMPO DI PREPARAZIONE: 50 MINUTI TEMPO TOTALE: 1 ORA E 20 MINUTI, PIÙ 2 ORE DI MARINATURA DOSI PER: 6 PERSONE 4 cucchiai di aceto balsamico4 cucchiai di salsa di soiaSale1 kg di skirt steak (lombatello piccolo)1 cipolla500 g di peperoncini dolci1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva1 cucchiaino di pepe nero macinato1 mazzetto di coriandolo fresco2 cucchiai di erba cipollina tritata2 cucchiai di succo di limone1 spicchio d’aglioPane tostato, per servire 1. Unite aceto, salsa di soia e un pizzico di sale in una ciotola di grandi dimensioni. Affettate la carne e aggiungetela alla marinatura. Coprite con pellicola alimentare e mettete in frigorifero per…

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nuove destinazioni.

TRA TUTTI I PRINCIPALI PAESI produttori di vino europei, perché il Portogallo è così poco considerato? L’appassionato di vini americano medio può citare a memoria un gran numero di regioni francesi, si orienta con disinvoltura in Italia tra Chianti e Barolo, ricorda benissimo quel bicchiere di Rioja o di sherry, e perfino i Riesling tedeschi. Se però si nomina il Portogallo, il risultato sarà molto probabilmente uno sguardo interrogativo, seguito da: un momento, vuoi dire quel vino portoghese frizzante di colore rosa? In quella buffa bottiglia? Mateus, giusto? Sì, quello. Nulla da eccepire sul Mateus: se cercate un vino poco costoso, frizzante, rosa e dolciastro, è una scelta come un’altra. Ma non rappresenta il vino portoghese più di quanto una Bud Light non rappresenti la birra. I vini di questo…

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bollicine

In equilibrio Cuvée Paradiso Brut Quintopasso Facile immaginare un eden tropicale, tra frutta gialla e note iodate, mettendo il naso nel calice di questo Metodo Classico made in Modena. Firmato dalla quinta generazione della famiglia Chiarli, gioca sull’equilibrio tra la freschezza del Sorbara e la solare esuberanza dello Chardonnay. Sensazioni confermate da un assaggio appagante. ORO Le Blanc de Blancs 2013 Ayala Gioca tutto sulla purezza questa cuvée emblematica della Maison di Aÿ: quintessenza dello Chardonnay, millesimo 2013 – grande annata –, una bottiglia trasparente dal nuovo design che esalta le nuance dorate dello Champagne, etichetta tonda e leggibile. Nel bicchiere grande freschezza aromatica, mineralità e texture setosa. Vendemmie miracolose Grand Cru Millésime 2012 Blanc de Blancs Nicolas Feuillatte Da un’annata difficile, una sfida pienamente vinta per questo entusiasmante millesimato, vivace e suadente, con belle note agrumate e…