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Vogue Italia

Vogue Italia

Novembre 2020

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

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:
Italy
言語:
Italian
出版社:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
刊行頻度:
Monthly

この号

2
una piccola rivoluzione

Erano gli anni 90 quando un gruppo di fotografi, stylist, hair stylist, make-up artist, scelsero nelle strade di Londra una serie di persone comuni e, ritraendole nei loro servizi, li trasformarono in eroi. Stavano gettando i semi di una piccola rivoluzione: la moda e i suoi magazine, mondo elitista per antonomasia, scoprivano che inserendo un cortocircuito (oggi diremmo glitch) nel loro racconto della bellezza, fin lì decisamente tradizionale e apollinea, ottenevano una scarica elettrica che avrebbe portato nuova energia al settore, e aperto infinite possibilità – politiche e, perché no, commerciali. Questo numero, 30 anni più tardi, prova a fare i conti sugli effetti di quella intuizione, con cui la moda ha favorito un cambio di percezione che oggi, e per fortuna, non riguarda solo gli addetti ai lavori ma il…

3
e cantava: la mia bellezza è mia

Nel 2017, poco dopo la grande sagra del limone, fui inviata a Capri per intervistare Silvio Gambini, avventuriero e bancarottiere, soprannominato “il cacciatore di sirene”. Gambini stava morendo e i figli avevano richiesto l’intervento di un giornalista. Ma quando arrivai alla villa, una proprietà a sud del Monte Solaro con vista sul Mediterraneo, era ormai troppo tardi. Mi accingevo a ripartire, quando gli eredi mi convinsero a passare lì qualche giorno, per scrivere un necrologio. La villa era un delirio, piena zeppa di trofei e animali impagliati, e all’ultimo piano c’era una mansarda attrezzata con telescopi e un impianto audio. In capo a una settimana avevo perso ogni voglia di scrivere, senonché una sera, scendendo, mi ritrovai in uno scantinato segreto. Correva voce che Gambini avesse una collezione di creature marine,…

3
più vero del vero

Non indossatori e indossatrici, ma individui, con le loro vite piene di imprevisti, dicunt le note di accompagnamento di una video-sfilata tranche de vie intesa come esperimento sociale. Altrove, è una epifania di donne e uomini veri, di ogni età e provenienza, quasi che le donne e gli uomini che di professione fanno i modelli non fossero veri ma avatar, idee materializzatesi in forma di esseri umani adulti, alla stregua di Atena uscita bell’e finita dalla testa di Zeus. Se non è verismo o neorealismo, poco ci manca. Mai paga di proporre paradigmi cui aspirare e aderire con volatile integralismo, sempre ciclica nei propri movimenti, la moda si infatua della realtà. Accade ogni tot. Dappresso è stata la strada: brutta, sporca e cattiva, suburbia di scene perigliose da attraversare in…

3
questa non è una fotografia di moda

Quando pensiamo ai grandi fotografi americani, forse il nome di Imogen Cunningham non è tra i primi che vengono in mente, ma un nuovo libro, il catalogo della mostra in programma al Paul Getty Museum di Los Angeles, purtroppo temporaneamente rimandata, potrebbe farci ricredere. Imogen Cunningham: A Retrospective, a cura di Paul Martineau (con il contributo di Susan Ehrens, Getty Publications), la prima importante retrospettiva del suo lavoro in più di trent’anni, dimostra infatti con assoluta chiarezza come questa autrice meriti un posto nel pantheon della fotografia a fianco dei suoi due celebri colleghi della Bay Area, Edward Weston e Dorothea Lange. Dato che i suoi primi lavori risalgono all’incirca al 1910, Cunningham è fra quei pionieri della fotografia (tra i quali Edward Steichen e Alfred Stieglitz) che hanno cominciato…

4
quando meno te lo aspetti

Più che descrivere una qualità, misurare un’intensità, oggi la bellezza ha preso l’aspetto di una conquista: il bello è il bello di andarlo a cercare. In questo spigolo di Storia in emergenza, la grazia non si sottrae. Piuttosto, si nasconde meglio. Rispetto a prima, si scova altrove: «La bellezza non è più un attributo. È una risorsa. Vive nelle nuove dinamiche delle relazioni interpersonali, che si sono modificate e, in parte, digitalizzate», ragiona Francesco Billari, sociologo, demografo, prorettore dell’università Bocconi di Milano e già docente all’università di Oxford. «L’altro, non più così accessibile, diventa splendido. Prezioso. Sta a noi tentare di costruire un legame con qualche mezzo». La bellezza, quando non è il contatto, è una sua sublimazione. Alla pari, mentre l’altro si allontana, si restringe la percezione del mondo circostante,…

4
niente di eccezionale

La maggiore presenza di modelle di origine africana sulle grandi riviste di moda negli ultimi due anni, sulla spinta delle proteste social e di piazza, è certamente una buona cosa. Eppure il tema su cui focalizzarsi non sono le opportunità per le poche bellissime, bensì la necessità di affermazione e di ascolto per la stragrande maggioranza, che non solo non trova spazio e ascolto su Vogue e nelle campagne pubblicitarie dei brand interessati ad apparire dalla parte giusta del mondo «anche per ragioni economiche», ma che non viene instradata agli studi superiori, che fatica a trovare lavoro, che magari ha problemi di salute, «il cosiddetto triple jeopardy: donna, nera e portatrice di handicap». Parlare del nostro Paese e delle pratiche della differenza estetica multiculturale delle nuove generazioni con Olivette Otele, docente…