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패션
Vogue Italia

Vogue Italia Maggio 2018

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

국가:
Italy
언어:
Italian
출판사:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
빈도:
Monthly
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₩27,281
12 발행호

이번 호 내용

2
in queste stanze

Durante i giorni del Salone del Mobile, oltre duemila persone si sono messe pazientemente in coda e, a gruppi di 50, hanno visitato gli uffici milanesi di Vogue Italia. Per l’occasione otto studi di architetti e interior designer sono stati chiamati a ripensare le stanze del magazine, progettando luoghi di lavoro in cui si mescolano storiche stampe fotografiche e nuovi pezzi di design, passato e futuro, a volte nello stesso ambiente – per esempio quello del direttore creativo, in cui un sipario dà accesso a un’area completamente bianca, quasi fosse una pagina da riempire di idee. (Per la mia stanza, la designer inglese Faye Toogood, che non casualmente in passato ha lavorato in una casa editrice, ha inteso mandarmi un messaggio: tutti i mobili da lei scelti hanno infatti forma tonda, come…

2
io vi guardo

Quando è successo esattamente non lo so, forse all’epoca della campagna per un marchio d’occhiali o rivedendo quel primo videoclip, dove i miei occhi si specchiano in quelli di un husky, ma all’improvviso tutto è stato chiaro, luminoso, lampante: la cosa essenziale non è (come credevamo) essere guardate, ma guardare. Lo sapevate che idea viene dal greco idèin, ovvero l’atto del vedere? Questo è dunque il mio sguardo su di voi: pensiero, prospettiva, idee. Non pensiate perciò che siate voi a guardare me – non nel senso, almeno, in cui avete guardato fino a ora migliaia di corpi femminili. È finita l’era del possesso (anche quelle mani addosso a me, cosa sono se non un tentativo vano, fuori tempo, di trattenermi?) ed è iniziata quella della conoscenza. Voi guardate me, e…

3
dottore, è vero che l’aids si cura? no.

Prima l’ho dovuto dire ai genitori, che dopo lo choc iniziale si sono aggrappati alla più illusoria delle speranze, alla più ingenua delle ignoranze: «Tanto si cura, vero dottore?». Poi l’ho detto a lei, che s’era contagiata facendo l’amore con un ragazzino che per un certo periodo aveva per così dire “oscillato”, sperimentando sia l’affettività omosessuale sia quella etero: «Quindi ho l’Aids», m’ha risposto la bambina, «e cos’è, dottore?». Anita ha solo tredici anni e di Hiv e sieropositività non sapeva nulla. Non usava precauzioni, e non aveva idea che l’11 per cento delle nuove infezioni colpisce i suoi amici, millennials tra i 15 e i 24 anni. Non sospettava che l’80 per cento dei contagi avviene così: facendo l’amore. E che i nuovi casi, in Italia, hanno raggiunto la cifra di…

2
paloma elsesser

Il tratto principale del mio carattere. Sono affettuosa e cordiale. Mi piace il contatto fisico e far sentire benvenute e sicure le persone che sono vicino a me. Come mi sento adesso. Estremamente grata. Un mio difetto. A volte permetto al mio ego di influenzare le scelte che faccio. Cosa odio di più. L’ignoranza, il trucco eccessivo e i piedi secchi. Un talento o una qualità fisica che mi piacerebbe avere. Vorrei parlare più lingue e saper suonare il piano. Cosa cerco in particolare in una sceneggiatura. Uno scambio vivace di battute spiritose. Il luogo in cui mi è piaciuto di più lavorare. Il Giappone. La mia dote principale. L’empatia. Il modo in cui preferisco trascorrere il tempo. Ridendo. La mia definizione di bellezza, oggi. Ciò che definisce la bellezza oggi è che non esiste una descrizione sintetica. L’idea che esista ci ha portato a giudicare brutto tutto…

10
le regole del gioco

Christopher Wylie è il «gay canadese vegano che in qualche maniera ha finito per creare lo strumento psicologico usato da Steve Bannon per fottere la mente»: così si è definito quando, nei mesi scorsi, ha denunciato al quotidiano “The Guardian” le operazioni di disinformazione che Cambridge Analytica ha condotto durante il voto per la Brexit e per Trump. A queste definizioni va aggiunta quella di studente di moda, dato che Wylie – che aveva collaborato in precedenza alle campagne di Barack Obama e dei liberaldemocratici in Gran Bretagna – studiava trend forecasting mentre lavorava per Cambridge Analytica. È in quel periodo che ha iniziato a sviluppare un algoritmo per quantificare i fenomeni culturali, poi utilizzato per influenzare le opinioni politiche di milioni di persone di cui ha raccolto i dati…

1
senza giri di parole

Una fotografia di moda può offrire di un’epoca una sintesi più efficace di tante parole. Lo testimonia “Icons of Style: A Century of Fashion Photography, 1911-2011”, la mostra al Getty Museum di Los Angeles che, attraverso 80 grandi autori e 160 fra editoriali, campagne e video nati per i magazine e la pubblicità, mappa un intero secolo. Una macchina del tempo che riporta agli albori del Novecento con Edward Steichen e le prime immagini artistiche per “Vogue”, agli anni 50 con l’eleganza pura di Penn e Avedon. A ridosso dei ’70 irrompe il movimento di liberazione femminile e il ready to wear, interpretati da William Klein e Arthur Elgort, mentre i nudi di Newton e Chris von Wangenheim strappano con un certo classicismo patinato. Negli ’80 saranno poi le sensuali…