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Vogue Italia

Vogue Italia Ottobre 2018

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

국가:
Italy
언어:
Italian
출판사:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
빈도:
Monthly
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₩27,281
12 발행호

이번 호 내용

2
per osare un po’ di più

Quello che si intuisce dall’iconografia di Mina è un profondo interesse, più che per la moda, per la capacità di comunicare, di raccontare storie e di farlo attraverso le immagini. La moda è stata spesso al servizio di questa necessità dell’artista, basti pensare alla collaborazione con Versace per l’album “Cremona”: Mina in piazza con un abito rosso, nero e maculato. Quando, alcuni mesi fa, abbiamo incontrato Massimiliano Pani (figlio della cantante e suo collaboratore) e Mauro Balletti (che dal 1972 crea le immagini che accompagnano la carriera di Mina) per parlare di un numero speciale a lei dedicato in occasione dei 60 anni dal suo primo concerto (e dei 40 dalla sua sparizione dalle scene), siamo arrivati subito a un’intesa. Concordavamo infatti su un punto fondamentale: non volevamo nulla di…

1
in questo tempo

Mina ha influenzato il costume. Già dagli inizi, le ragazze la presero a modello pettinandosi, truccandosi e vestendosi come lei, cercando di assomigliarle. Inconsueta e imprevedibile, di una forza e una classe senza pari, ha continuato a trasformare il suo personaggio pubblico e privato. Poi, dopo il ’78, la sua immagine è passata solamente attraverso le copertine dei suoi progetti musicali. Nel massimo dello splendore di donna ha deciso di continuare a giocare cominciando a trasformare il suo volto. Con Mauro Balletti ha costruito per eccesso e per sottrazione un infinito “Photo book” di MinenonMine. Eccessive, colorate, severe, curiose, sovraccariche, essenziali, ma sempre ironiche. Mi ha sorpreso constatare come importanti personaggi del mondo della moda, della pubblicità, del cinema e delle arti visive avessero capito e apprezzato il suo lavoro sull’immagine. Con Mauro Balletti siamo…

2
ho già detto tutto

Sulle sfilate e lo shopping. «Quando mi vestivano le grandi firme, mi sembrava di giocare alle signore e un po’ mi veniva da ridere. E questa distorsione, se vogliamo chiamarla così, non mi è ancora passata. … certe donne sono vestite tutte uguali. Non si sfugge. Forse non ce ne rendiamo conto ma, quando scegliamo un capo, ci consegniamo alla divisa che inevitabilmente ci rappresenterà». “La Stampa” 23 settembre 2005 Tu hai tatuaggi? «Ne ho molti. Li ho incisi, attenzione, non me li sono fatti incidere, nel cervello. Indelebili… Hanno il vantaggio estremo di non essere riconoscibili da nessun occhio vacanziero o da detector elettronici. Una volta ho provato ad estirparmene uno. Niente da fare, sono più permanenti dei tatuaggi classici». “Vanity Fair” 20 agosto 2006 Su Mila Schön. «I suoi vestiti, quindi, mi calzavano a pennello in larghezza…

4
mina mi insegna a scrivere

Al di là dei superlativi tanto meritati quanto inutili, la voce di Mina è soprattutto un padrone. Ci sono cantanti, come Janis Joplin o Edith Piaf o Amy Winehouse, la cui voce è un pezzo di autobiografia, non puoi ascoltarla senza pensare al loro vissuto; ce ne sono altre, come Mina o Ella Fitzgerald o Sarah Vaughan, che hanno in gola un sassofono e lo servono come un cavaliere serve il proprio re. Non è questione di tecnica ma di metrica, anche interiore: si tratta di mettere l’autobiografia tra parentesi subordinando l’io a qualcos’altro, con una forza diversa ma non minore rispetto a chi espone le viscere; si tratta di tradurre la vita in stile – per esempio, la cognizione della vecchiaia in una lenta conquista dei toni bassi. Una Mina…

3
io, mina, l’amore e i diritti civili

Due anni fa Francesca se l’è vista brutta. Era ottobre e per poco un aneurisma me la portava via per sempre. Stiamo insieme da quarant’anni, Francesca e io, è una storia vera. Ma nel momento del bisogno quando c’era da operarla d’urgenza, non ho potuto niente. Nemmeno firmare il consenso. L’ha fatto un medico, in mancanza di parenti e in ospedale non ero nessuno. Ci siamo sposate il 19 dicembre 2016 a Stresa, sul lago, lei ancora in carrozzella, in una dolce mattina d’inverno, poco prima che iniziasse a scendere la neve sullo specchio d’acqua. Francesca non è ancora autosufficiente e forse non lo sarà più, lei più giovane di me di vent’anni, chi avrebbe mai pensato che sarebbe stata la prima delle due a stare male? Aveva solo 18…

2
róisín murphy

La mia canzone italiana preferita. Ho un feeling particolare con “Ancora tu”, di Lucio Battisti. È un vero inno in Italia dove, ogni volta che la eseguo, tutti la cantano in coro come fosse “God Save The Queen” o qualcosa del genere. E tuttavia rimane una canzone così intima, come se qualcuno stesse semplicemente chiacchierando e scherzando. Il tratto principale del mio carattere. La fedeltà alle mie scelte, la forza di seguire l’istinto. Quel che apprezzo di più nei miei amici. Il senso delle proporzioni, mi piace avere degli amici che sanno cos’è la lealtà. Quel che c’è di male in me. Verrebbe fuori se qualcuno facesse del male ai miei figli. Quel che detesto più di tutto. Odio è una parola molto forte; ciò che mi infastidisce è l’atteggiamento aggressivo passivo. Un talento o una qualità fisica che vorrei…