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패션
Vogue Italia

Vogue Italia Novembre 2018

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

국가:
Italy
언어:
Italian
출판사:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
빈도:
Monthly
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₩27,281
12 발행호

이번 호 내용

2
non solo

Non è una storia di vestiti. Per lo meno: non solo, quella della prima sfilata Celine firmata Hedi Slimane. È piuttosto uno di quegli intrecci di accadimenti, opinioni, interessi che raccontano qualcosa del mondo in cui viviamo, rendendo la moda un punto di osservazione non banale sulla contemporaneità. Ricapitoliamo. Una designer molto amata (Phoebe Philo) lascia il marchio; la sostituisce una star della moda, Hedi Slimane, che pochi giorni prima della sfilata rilascia un’intervista in cui mette le cose in chiaro: io sono io, dice, non penserete che adesso stravolga la mia storia. Infatti manda in passerella 96 look che nulla hanno a che vedere con lo stile Philo, e molto con il lavoro da lui stesso fatto in passato. Seguono feroci polemiche, ancora accese dopo settimane, e consuete scariche…

3
io non sono più lì

Ogni mese, un racconto d’autore dedicato alla copertina di Vogue. Quando leggerai questo foglio, io non ci sarò più. Immagino tu abbia chiamato il mio nome entrando in casa, magari più volte. Forse mi hai cercata al telefono, sorprendendoti di quella voce che ti diceva che il mio numero non esisteva più, pensando a un errore. No, non lo è. Queste righe potrebbero risparmiarti la fatica di cercare notizie da amici, parenti, colleghi di lavoro. Io non sono più lì. Non ci sono più le mie cose nell’armadio, e gli oggetti – libri, ricordi, tutte le mie foto – che erano nelle nostre stanze, sono scomparsi insieme a me. Sì, lo so. Forse ti è difficile anche solo immaginarlo, perché io ci sono sempre stata per te. E la consuetudine di avermi…

2
in sneakers per sempre?

Ho posato lo sguardo sulla sagoma di legno del piede di Pierre Bergé, il compagno di una vita di Yves Saint Laurent. Accanto, su uno scaffale dei laboratori Berluti a Parigi, c’era, come fosse scolpita, una scarpa stringata di pelle, quella che ogni uomo elegante ha almeno una volta sognato di avere. Accanto a me, in quei giorni di porte aperte delle Journées Particulières organizzate da Lvmh, una fiumana di uomini e donne che avevano comprato il biglietto per assistere a questo evento dedicato all’artigianato. Lo sguardo mi è caduto sui loro piedi e mi sono resa conto di una cosa straordinaria: tutti gli uomini – di cui probabilmente nemmeno uno superava i trentacinque anni, anzi, alcuni erano molto più giovani – sembravano aver messo da parte le sneakers. Non c’è dubbio…

2
leggere come piume

«La speranza è quella cosa piumata che si viene a posare sull’anima, e canta melodie senza parole», scriveva la poetessa Emily Dickinson a metà Ottocento. All’epoca viveva ad Amherst, in Massachusetts, e di sicuro non sedeva in prima fila da Tom Ford, né risultava sulla lista vip di Dior. Ma nessuno può negare che il suo spirito aleggiava sulle sfilate dell’autunno, dove si sono viste montagne di abiti con le piume. Da Gucci, dove c’era persino una modella con un pappagallo appollaiato sulla spalla, erano color chartreuse e danzavano sul palco. Da Loewe sembrava di sentir cinguettare uccelli con piume dalle sfumature pastello. Da Tom Ford un abito bianco luccicante si fondeva in una frangia di piume. Perché tutto questo proliferare di piume proprio adesso? In fondo, in un mondo dove la…

2
il domani in testacoda

Il futuro nella moda è già passato. Lo è nell’immediato: flash-forward stagionale che anticipa di sei mesi, o forse tre, l’orizzonte del possibile, del lecito, dell’esteticamente rilevante, spostando aspirazioni e modi d’essere da qui a lì e da lì a qui, sempre che poi non ci si metta il see now, buy now – se ne ricorda qualcuno? –, nefasto azzeratore dello iato fermentante nel quale il desiderio plasma la persona, dando tempo alla proiezione di modellarsi in realtà. Ma questo è ritmo noto e spiccio, dettato che piaccia o meno dal ciclo industriale cui le evoluzioni dell’apparire sottostanno oggi che il mercimonio è condizione ontologica condivisa, anche se poi basta un semplice tric trac di imitazioni e appropriazioni per ottenere hic et nunc l’effetto di quel che sarà, senza…

2
andré leon talley

VOGUE’S QUESTIONNAIRE Il tratto principale del mio carattere. Grazia e gentilezza. La mia qualità più spiccata. Umiltà e modestia. Lo stato attuale del mio spirito. Espansivo. Quel che apprezzo di più nei miei amici. Lealtà. La mia fonte di ispirazione. La natura e la fede sono i miei fondamenti. Il luogo dove sono stato più felice di lavorare. Al computer della mia scrivania in camera da letto. La mia ossessione. Leggere biografie di persone affascinanti che hanno cambiato il mondo. Cos’è per me la moda. Pulizia e semplicità. L’eleganza è rifiuto. Le qualità che cerco in un abito. Semplicità delle linee e qualità artigianale. Cos’è oggi l’eleganza. Tutto è permesso. La mia icona di stile. Michelle Obama. L’abito che mi ha cambiato la vita. Non uno ma decine di abiti. La prima cosa che mi viene in mente quando penso alla moda. Maria Antonietta. Il modo migliore di passare il tempo. Condividere idee con…