탐색내 라이브러리
패션
Vogue Italia

Vogue Italia Novembre 2019

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

국가:
Italy
언어:
Italian
출판사:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
빈도:
Monthly
더 읽기
구독
₩27,116
12 발행호

이번 호 내용

2
ponti, non muri

Immagino che molti lettori di queste righe non fossero nemmeno nati il 9 novembre 1989 e altri, come quelli della mia generazione, a stento ricordino cosa stavano facendo il giorno in cui cadde il Muro, essendo comunque troppo giovani per capirne le implicazioni. Ma chi c’era, e aveva l’età per sapere, e quella notte andò a dormire sognando un mondo finalmente senza barriere, può capire il paradosso di vivere in questi anni in cui nuovi muri, politici e sociali, tagliano fuori, chiudono dentro. Come se, nel pendolo della Storia, ci sia dato in sorte un tempo in cui ciò che ci divide conta più di quel che ci tiene assieme. Ecco perché, trent’anni e un paio di generazioni dopo, vale la pena andare a farsi raccontare qualche storia tra Potsdamer Platz…

2
a vogue’s tale

La palazzina di fronte casa mia era stata occupata nel 1993 da un flusso di studenti e musicisti provenienti da tutta la Germania. Li guardavo dal balcone. Avevano iniziato con i piani superiori, scendendo fino all’Hochparterre con cortile dove avevano aperto un bar che serviva birra a mezzo marco. Le prime scritte erano arrivate allora. Le tag degli avventori si stratificavano come le foglie dei tigli sul marciapiedi in autunno. La facciata era già completamente ricoperta nel 2004, quando i vigili del fuoco chiusero il bar e il demanio trasferì la proprietà a una holding britannica che iniziò lo sfratto. Fecero togliere lo striscione di protesta perché danneggiava i cornicioni, così gli abitanti hanno coperto i graffiti con slogan di denuncia a grossi caratteri bianchi. Per tre anni l’ho vista ogni mattina. Nel…

2
#ootd

Un ordre de passage, stringato e istantaneo, di outfit del giorno, dimenticabilmente indimenticabili come l’anglicismo inevitabile che li fissa nella viralità di un hashtag (outfit of the day, #ootd appunto), colti qui e lì per strada e organizzati in una sfilata di sole parole, perché la moda è ovunque, ed è di chiunque*. -L’ignaro passante, non più giovane ma energico e pimpante, indossa una camicia dal volume oversize. Per accentuare la vaporosità quadrettata e croccante del cotone inamidato, il classico modello button down, a maniche corte con tasca applicata, è infilato dentro ampi pantaloni a due pince di fresco di lana grigio, stretti dalla cinta d’ordinanza e portati à la façon ascellare, che si arrestano svolazzanti ben al di sopra del malleolo. Completano l’insieme stringate nere e un berretto finemente paillettato. -L’ignara…

3
questa non è una fotografia di moda

Forse il nome di Jim Marshall, così tipicamente americano, non vi dirà granché, ma di sicuro avete visto le sue immagini. Il fotografo di San Francisco (1936-2010) ha scattato alcune tra le testimonianze più iconiche nella storia della musica, da Chuck Berry a Mick Jagger, passando per Jimi Hendrix, John Coltrane, Janis Joplin, Jim Morrison e i Beatles. Ha preso Lsd con i Grateful Dead, è andato in tour con i Rolling Stones per la rivista Life , ed era l’unico fotografo sul palco insieme a Johnny Cash quando ha suonato nel carcere di Folsom. Come fotografo “ufficiale” di Woodstock, durante i suoi tre giorni di pace, musica e pazzia non ha praticamente mai chiuso occhio, finendo per collassare dietro al palco per lo sfinimento (e chissà cos’altro) alla fine del…

1
il muro, 1989/2019

A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, il mondo appare sempre più diviso da nuove barriere, politiche e sociali. E torna nelle piazze la protesta giovanile, per reclamare, come allora, un cambio radicale di paradigma economico e nuove prospettive. Per capire l’oggi, vale la pena tornare all’ombra del Muro per antonomasia e rievocare, attraverso la lente della creatività, lo spirito di radicale cambiamento di quegli anni. Cominciando dalla “Bohème di Prenzlauer Berg”, immortalata dai raffinati bianchi e neri di Sven Marquardt e Sybille Bergemann: un sottobosco di outsider e creativi, tra cui il collettivo di moda Allerleirauh, che seppero fare delle ristrettezze della vita nella grigia Berlino Est uno straordinario stimolo alla propria arte. E della celebrazione collettiva della propria diversità ed esuberanza creativa, un’elegante ed ironica forma di…

4
la scintilla e l’incendio

Berlino Est, maggio 1988. Nella Haus der jungen Talente si consuma uno degli eventi più memorabili della scena underground della Ddr: la sfilata del collettivo estberlinese Allerleirauh. Protagonista assoluta di quel fumoso e affollato evento, ripetuto pochi mesi dopo a grande richiesta nella Gethsemanekirche, la pelle: totalmente reinventata, attraverso fantasiose e laboriose operazioni di taglia e cuci, e ibridata con strisce di materiale elastico, così da creare l’effetto straniante, e non scevro di sensualità, di un manto animale perfettamente aderente sul corpo delle modelle. Come inquietanti divinità telluriche emerse dalle cupe profondità di una foresta nordica, o da un dipinto di H.R. Giger, i loro capelli, impastati con l’argilla, erano acconciati in forme audaci e voluminose; a impreziosire il tutto, l’improbabile applicazione sugli abiti di rami, piume, e persino denti…