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Vogue Italia

Vogue Italia Febbraio 2020

Moda, beauty, cultura. E poi viaggi, design, architettura, cinema. E ancora personaggi, eventi, news e curiosità. Il mondo di VOGUE Italia. Internazionale ed esclusivo. E insieme a VOGUE Italia potrà apprezzare anche i suoi splendidi supplementi.

국가:
Italy
언어:
Italian
출판사:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
빈도:
Monthly
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₩27,116
12 발행호

이번 호 내용

2
secondo tempo

Lo scrittore veneziano Giovanni Montanaro, in un racconto di prossima pubblicazione, descrive così la sua città: «Qui c’è qualcosa che non c’è da nessun’altra parte. Sarà la laguna, sarà la lentezza. Sarà il profumo salato dell’Adriatico. Saranno i colori, il cielo, così immenso quando si spalanca ai crepuscoli. Saranno i ponti, i dipinti, le pietre, i palazzi, i campielli dove capiti per sbaglio. Saranno le leggende, le storie. Sarà la gente, ruvida e furba. L’Oriente, l’Occidente. Sarà che è fatta per viverci, che è stata costruita quando il mondo era ancora della misura degli uomini. Sarà che si incontra la gente per strada, che prima o poi ci si vede tutti senza appuntamenti. Che ci sono giovani che aprono ristoranti, e attori di teatro, e qualcuno che fa di tutto…

3
a vogue’s tale

“La salvezza del bello è la salvezza dell’altro.” Byung-Chul Han «Ha passato una buona giornata?». All’inizio ho fatto finta di non sentire e mi sono distesa nella gondola. Mi sentivo stordita e liquefatta, come ogni volta in questa città. Era paradossale che davanti a quel paesaggio io avessi la tentazione di chiudere gli occhi: era per difendermi dalla bellezza di Venezia o dalla violenza che le era stata inferta? L’agenzia per la quale lavoro mi spedisce nelle capitali fragili del mondo per decretarne i margini di sopravvivenza, ed è per questo che sono qui. Una volta tornata nella mia stanza d’albergo, dovrò rispondere a un questionario su cui tra le altre cose c’è scritto: «Come immagini questo posto tra cinquant’anni?», e non saprò come rispondere. Cinquant’anni non è un lasso di tempo significativo…

2
la confessione

Si incontrano in un bar ai Navigli, si siedono sempre all’esterno, salvo la temperatura sia sottozero. Sono tutte e due bionde, ma di due biondi diversi, oro e cenere. Quella oro è magra, aggraziata, un viso disneyano; ordina un decaffeinato macchiato freddo, non lo beve subito, finisce che lo lascia raffreddare. Quella cenere è sportiva, ansiosa, chiede una centrifuga con poco zenzero. Quella oro fa l’avvocato in un grosso studio, ha un bambino piccolo e un uomo che non ama più, e che ha amato troppo. Quella cenere fa Hr in proprio, ogni tanto ha molti uomini, ogni tanto nessuno. Parlano di True Detective , di multinazionali, di Sudamerica dove tutte e due sono state di recente, ma non insieme. Quella oro è innamorata di quella cenere. Se lo è…

3
questa non è una fotografia di moda

Come me, Andrea Modica è un’italo-americana di terza generazione. I suoi genitori sono nati negli Stati Uniti, i nonni invece erano originari della Sicilia da parte di padre e napoletani da parte di madre. Nata a Manhattan e cresciuta a Bay Ridge, Brooklyn, quando il quartiere era ancora prevalentemente abitato da italiani, Modica è una fotografa americana a tutti gli effetti – il suo primo libro, Minor League , del 1993, è dedicato ai giocatori di baseball – ma a partire dalla metà degli anni 80 lavora, fino a nove mesi all’anno, in Italia. Negli ultimi tempi ha trascorso gran parte del tempo a Modena e dintorni con il compagno Francesco Nonino, neurologo e fotografo, nonché suo soggetto ricorrente. Ma è stata la Sicilia, in realtà, la sua prima destinazione.…

2
italie, italiacce, italissime, italiette

Per subito, la più ovvia ovvietà. L’Italia è landa di campanili, terra di identità composite, cozzanti, rocamente e riccamente conflittuali. That’s fine: che siano dialetti o idee, godiamo della molteplicità – meglio sempre centomila, che uno. Ci sono momenti, però, in cui il coacervo si compatta in fronda. Accadde un dì, non troppo lontano, quando si affermò l’Italian look, il fenomeno che per un decennio buono rese l’Italia, e Milano in particolare, bastione incrollabile della modernità più moderna, per l’intero orbis terrarum. Gli italiani furono bravi e uniti abbastanza da convincere tutti, se stessi in primis, che vestire italiano, con abiti ivi pensati e ivi prodotti, volesse dire illuminare le tenebre dell’ignoranza vestimentaria con la luce del progresso guardarobiero. Antipatici e determinati, gli stilisti emersi sul crinale dei Settanta, al concludersi…

6
il marchio dei sogni

Confondere l’Italia con il made in Italy è una cattiva idea, soprattutto se la prima vive una fase interlocutoria della propria storia mentre il secondo corre come uno dei treni ad alta velocità che collegano Milano a Roma in meno di tre ore, dando a visitatori e residenti l’impressione di vivere in un paese altamente tecnologico quando invece basterebbe uscire dalle direttrici principali per scoprire tempi di percorrenza borbonici. Approdata alla democrazia popolare meno di cent’anni fa e di nuovo percorsa da spinte nazionaliste e populiste, come buona parte dell’Europa e degli Stati Uniti peraltro, l’Italia è la quinta potenza mondiale per surplus commerciale. Di questo può ringraziare quell’asset speciale, al tempo stesso intangibile e molto reale, che è il made in Italy. Meno di due anni fa, la società di…