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Focus Storia Collection

Focus Storia Collection 2016 - 16

Il trimestrale monotematico e di approfondimento di Focus Storia. Un punto di vista autorevole ed esaustivo sui momenti più appassionanti e misteriosi della nostra civiltà. Segreti svelati e avvenimenti reinterpretati attraverso una lettura facile e divertente, corredata da splendide immagini e accurate illustrazioni.

País:
Italy
Idioma:
Italian
Editor:
Mondadori Scienza S.p.A.
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4 Números

En este número

1 min.
vivere nel mondo antico

Cè la Storia che parla di alleanze, re, battaglie. ’E c’è la storia che raccontiamo in questo numero di Focus Storia Collection. Quella dei piccoli fatti, dei dettagli, delle abitudini di vita di tutti: nobili, schiavi, contadini, soldati... Come e quanto si lavavano? Che sapore aveva la birra degli Egizi? Che vita attendeva una giovane sposa greca? Una storia così fa leva sui nostri sensi. Perché rievoca odori – forti di cibo e sgradevoli di strade sporche e affollate – e suoni: le urla dei condannati nelle arene romane come quelle dei giocatori d’azzardo nelle stradine di Atene. Sorvolando su abitudini che oggi fanno storcere il naso (i Greci sgranocchiavano cicale!) o indignare (tanto per citare: discriminazione delle donne, schiavismo, “giochi” gladiatori...) è impossibile resistere al fascino di un passato…

7 min.
una giornata d’altri tempi

Era la città il centro di tutto: in campagna si LAVORAVA e basta. Attraverso quali strumenti si ricostruiscono le abitudini di popoli vissuti migliaia di anni fa? E qual è l’importanza che riveste lo studio della vita quotidiana dei nostri antenati? Forse sapere in che modo si relazionava la gente comune, quali mestieri praticava, come si alimentava, viveva il sesso e trascorreva il proprio tempo libero può aiutarci a comprendere meglio la natura dell’essere umano. Ne parliamo con lo storico Alessandro Barbero, autore di numerosi saggi e testi divulgativi tra cui Dietro le quinte della Storia. La vita quotidiana attraverso il tempo (Bur), scritto in collaborazione con Piero Angela. Come si ricostruiscono le dinamiche della vita quotidiana dei tempi antichi? Innanzitutto basandosi sulle ricerche archeologiche. L’archeologia è fondamentale per quanto riguarda lo studio…

10 min.
il fattore fame

Perché la metà degli abitanti degli Stati Uniti è sovrappeso mentre i giapponesi sono il popolo più magro e longevo? Perché la statura media negli ultimi secoli è aumentata in molti Paesi del mondo? Le risposte vanno cercate nei loro piatti. Studiando gli alimenti che sono via via comparsi nella dieta della specie umana negli ultimi 6 milioni di anni, quando il genere Homo si è differenziato dal suo progenitore Australopithecus, si può infatti scoprire come l’alimentazione abbia influenzato la nostra evoluzione, fin dall’epoca preistorica. I FRUTTI DELL’EDEN. I primi uomini comparsi sulla Terra avevano probabilmente una dieta non molto diversa da quella di altre scimmie antropomorfe (gorilla e scimpanzé): frutti che trovavano in abbondanza sugli alberi. Più, forse, carcasse di animali cacciati dai grandi predatori. E occasionalmente qualche piccolo roditore…

1 min.
lo spettro della carestia

La storia dell’alimentazione è stata, in alcuni momenti, segnata dalle carestie, a volte provocate dall’uomo (è il caso, per esempio, dei lunghi assedi che fiaccavano le popolazioni delle città prendendole per fame) e a volte causate da eventi naturali catastrofici. Due esempi che hanno avuto entrambe le cause, scelti tra i periodi più recenti, sono il terribile inverno del 1944-45 nei Paesi Bassi e la carestia di un secolo prima in Irlanda. Inverni e funghi. Nel primo caso all’embargo imposto dalle truppe di occupazione tedesche si sommarono gli effetti di rigide condizioni meteorologiche. Il risultato di quella stagione, nota come hongerwinter (“l’inverno della fame”), fu di circa 30mila vittime. La carestia irlandese dell’800, invece, ebbe tra le cause principali la diffusione di un fungo, la peronospora, che attaccò le coltivazioni del…

1 min.
a proposito di pane e latte

Gli individui appartenenti alla specie umana ebbero, fin dall’inizio, un importante vantaggio sugli altri primati. Si tratta dell’amilasi, un enzima presente nella saliva che permette di predigerire l’amido. Questo è stato un importante vantaggio evolutivo che ha permesso ai nostri antenati di includere nella loro dieta i carboidrati, invece che limitarsi ai frutti ancora oggi dieta-base delle scimmie. Altra caratteristica della nostra specie è stata la capacità, evolutasi nelle comunità di allevatori dell’Europa Centrale 7.500 anni fa, di digerire il lattosio, cioè lo zucchero del latte. Bevete più latte! I neonati producono in quantità l’enzima che ha questa funzione, la lattasi, che però si riduce intorno ai 4 anni. Non per niente l’intolleranza al latte (dovuta alla carenza di lattasi) è molto rara là dove è stato storicamente più radicato l’allevamento…

1 min.
come le mucche conquistarono il west

Pascoli sconfinati. Questo vedevano davanti a sé gli allevatori americani di metà ’800. E se non fosse stato per la fame di carne degli americani, forse il West non sarebbe stato conquistato così in fretta. Adatte. La rivoluzione iniziò già nel 1830, quando allevatori spagnoli in fuga dal Messico (in guerra con gli Stati Uniti) portarono le loro vacche dalle lunghe corna (longhorns) in Texas. Erano mucche speciali, capaci di sopravvivere anche nell’arido Sud-ovest. Nel 1865, a guerra civile conclusa, la domanda di carne tornò a crescere. In treno. Due novità favorirono quella svolta. La prima fu la ferrovia: in mancanza di carri frigoriferi, permetteva di spostare gli animali vivi per migliaia di chilometri, condotti dai cowboy fino agli snodi ferroviari. «Sui pascoli, un capo di bestiame del Texas valeva 3-4 dollari»,…