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Focus Storia Collection

Focus Storia Collection 2016 - 17

Il trimestrale monotematico e di approfondimento di Focus Storia. Un punto di vista autorevole ed esaustivo sui momenti più appassionanti e misteriosi della nostra civiltà. Segreti svelati e avvenimenti reinterpretati attraverso una lettura facile e divertente, corredata da splendide immagini e accurate illustrazioni.

País:
Italy
Idioma:
Italian
Editor:
Mondadori Scienza S.p.A.
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1 min.
dittatori del xx secolo

Che il potere assoluto faccia male a chi lo subisce non ci sono dubbi. Sembra però che danneggi anche chi lo esercita: inebriati dall’onnipotenza, i tiranni perdono il lume della ragione. Dietro la follia liberticida potrebbe esserci dunque una sindrome psichiatrica che si autoalimenta: più si è potenti più ci si “intossica”. Il che non consola, ma almeno offre un appiglio a chi vuole a tutti i costi capire. Che qualcuno possa macchiarsi di crimini orrendi (torture, sequestri, veri e propri genocidi) in nome di un’ideologia o della cupidigia è aldilà di ogni umana comprensione. I dittatori del secolo scorso non hanno conosciuto eguali in tutta la storia e hanno infamato quasi tutti i continenti. Come se Hitler e Stalin avessero diffuso il morbo al mondo intero: dalla Cina alla…

7 min.
identikit di un despota

Il Novecento è stato il secolo dei dittatori. Nel periodo tra i due conflitti mondiali e durante la Guerra fredda sono saliti al potere despoti d’ogni sorta: dai leader dei grandi totalitarismi – fascismo, nazismo e stalinismo – a quelli delle giunte militari africane, asiatiche e sudamericane; dai tiranni patologicamente sanguinari, come il cambogiano Pol Pot, a quelli che hanno basato la loro forza sulla propaganda e sul culto della personalità, come avviene tuttora con Kim Jong-un in Corea del Nord. Quella che emerge è una galleria degli orrori i cui protagonisti hanno offerto esempi di egocentrismo smisurato e comportamenti tanto eccessivi da risultare tragicomici. Ma chi è un dittatore? E perché molti dei tiranni moderni sono considerati folli? Ne parliamo con Domenico Vecchioni, diplomatico, storico e autore di un…

1 min.
il secolo dei tiranni

Sfumature dittatoriali Per i politologi si può parlare di dittatura solo dopo la Rivoluzione francese, quando nacque la democrazia basata sull’equilibrio dei poteri (giudiziario, legislativo, esecutivo) e finì l’assolutismo. Un primo esempio si ebbe già con il Terrore di Robespierre nel 1793-94. Si affermò allora l’idea che un uomo potesse assumere pieni poteri appellandosi alla volontà popolare e non a quella divina. Da allora dittatore è chi si pone al di sopra della Costituzione, mette fuori legge le opposizioni e concentra su di sé tutti i poteri. Si distinguono dittature militari o ideologiche (o di partito) e regimi basati sul cesarismo (il potere personale e populista) o sul totalitarismo (che investe ogni aspetto della società).…

6 min.
come incantavano le folle

Perché proprio lui? Perché a un certo punto della Storia un uomo solo prende il potere e lo esercita in modo dispotico e senza controllo? Generazioni di psicoanalisti hanno scavato nelle biografie di Hitler, Stalin e Mussolini alla ricerca di segni premonitori o di psicopatie sfuggite alla diagnosi. Niente da fare. L’unico tratto della personalità che sembra accomunare i grandi dittatori del Novecento non ha nulla di patologico: è la capacità di comunicare. Tutti erano brillanti oratori, esprimevano punti di vista privi di sfumature e prospettavano soluzioni semplici ai problemi complessi della società Il che riporta a una conclusione ovvia: cercare di comprendere la nascita dei regimi totalitari concentrandosi sulla personalità del dittatore non è solo sterile, ma anche fuorviante. «Riconoscere un tiranno come folle o deviato e attribuirgli la piena…

1 min.
il dittatore? per gli antichi era un lavoro a termine

La parola dittatore (dal latino dictator) aveva nell’antica cultura romana un significato militare. Si trattava di una figura nata dopo la fine della monarchia o, secondo alcuni, nel V secolo a.C. in risposta alla difficoltà a mettere d’accordo i consoli della repubblica, spesso divisi da rivalità e diatribe. Il dittatore, scelto inizialmente proprio tra gli ex consoli (e dal 356 a.C. anche tra i rappresentanti della plebe), dalla fine del III secolo a.C. divenne una carica elettiva, alla quale affidarsi in momenti di difficoltà. Il dittatore era al di sopra di tutti i magistrati (ma non della legge) e rimaneva in carica non più di sei mesi. Ma Giulio Cesare, nel 47 a.C., fu proclamato dictator a vita. E dopo la sua morte, la carica fu abolita. Alla greca. I tiranni…

1 min.
così parlavano

Ecco le “regole” per un eloquio convincente, desunte dall’analisi dei discorsi dei grandi dittatori. Far leva sui sentimenti più che sulla ragione: meglio la passione della coerenza. La parola “amore” del resto fu molto usata nelle dittature (Mussolini: “Vorrei che un giorno gli italiani sapessero ricordare che li ho soprattutto amati”). Infondere speranze religiose, politiche e sociali: il bisogno di credere è una forza arcaica dell’uomo. Tenere fede alle tradizioni dei padri. Le folle sono conservatrici e temono le novità Creare una fede incondizionata nel capo , in quanto essere infallibile: “Il duce ha sempre ragione!” Fornire di sé un’immagine vincente , sicura di sé. L’apparenza è più importante della sostanza. Ricorrere ai miti , che hanno una forza persuasiva maggiore perché muovono l’inconscio ed evitano il confronto con la realtà. Hitler fece appello al mito…