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Focus Storia CollectionFocus Storia Collection

Focus Storia Collection Autunno 2017

Il trimestrale monotematico e di approfondimento di Focus Storia. Un punto di vista autorevole ed esaustivo sui momenti più appassionanti e misteriosi della nostra civiltà. Segreti svelati e avvenimenti reinterpretati attraverso una lettura facile e divertente, corredata da splendide immagini e accurate illustrazioni.

País:
Italy
Idioma:
Italian
Editor:
Mondadori Scienza S.p.A.
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editore

Alzi la mano chi non ha avuto una scarica di adrenalina vincendo a Risiko e vedendo il mondo dominato dai carri armati del proprio colore. Nel mondo reale, però, non bastano fortuna e strategia. I fattori in gioco sono più complessi: conquiste militari, dominio politico, innovazione tecnologica, un solido sistema economico, una cultura che faccia da collante, una leadership carismatica, una burocrazia efficiente in grado di controllare le zone più remote... Siamo partiti da questi “ingredienti” per mettere a confronto alcuni imperi europei e africani; scoprendo, per esempio, che i più vasti, come quello russo (a lato), che nel 1866 si estendeva per 22 milioni di km2, non sono sempre i più longevi. Il “regno dei faraoni”, infatti, ebbe una durata record di 3mila anni. Eppure, geograficamente, non era così…

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i grandi imperi

Il panorama degli imperi nei secoli (dai più vasti ai più longevi passando per i più potenti) è talmente vario che ci siamo concentrati solo su quelli che si sono sviluppati su due continenti: nella remota Africa e nella “nostra” Europa. Da una parte domini millenari, più importanti come civiltà che per le conquiste, come quello egizio (1894-539 a.C), dall’altra imperi che hanno dato un’impronta fondamentale al nostro attuale assetto geopolitico, come quello“lampo”del Terzo Reich (1933-1945) che proprio con il suo crollo, dopo la Seconda guerra mondiale, ha messo le basi dell’Europa come la conosciamo oggi . IDENTIKIT DI UN IMPERO. Da sempre sinonimo di conquiste militari e sottomissione di interi popoli, ma anche del carisma di un leader e dello splendore di una civiltà. Ma che cosa contraddistingue un impero?…

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quattromila anni di dominatori

IMPERO MACEDONE L’impero di Alessandro arrivò fino all’India, ma finì con la sua morte, nel 323 a.C. La forza della civiltà e quella delle armi Nell’ottobre del 331 a.C. un condottiero osservava le pianure della Mesopotamia, allora sotto il dominio persiano. Era Alessandro (vedi pag. 32), figlio di Filippo II di Macedonia. Dopo aver conquistato l’Egitto, i soldati al suo comando erano a Gaugamela, nel cuore dell’Impero persiano. Di fronte c’era l’esercito di Dario III. Alessandro, per evitare di essere accerchiato, posizionò gli uomini su due linee e lui, con la cavalleria, si attestò sull’ala destra. I nemici non ressero l’attacco e con quella sconfitta l’Impero persiano svanì. Verso Oriente. In sella a Bucefalo, Alessandro Magno (attributo ricevuto in epoca medioevale) rivolse lo sguardo a Oriente: il suo impero si estese dalla Grecia ai…

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le altre superpotenze

IMPERO EGIZIO Solo con il Nuovo Regno (1543-1078 a.C.) la millenaria civiltà egizia estese i suoi domini fino al fiume Eufrate, ai confini della Mesopotamia. Ma la sua egemonia culturale influenzò tutte le civiltà del Mediterraneo antico. SACRO ROMANO IMPERO Inaugurato dall’incoronazione di Carlo Magno nell’800 d.C., comprendeva gran parte dell’Europa Centrale, della Spagna e dei Balcani, l’Italia Settentrionale e parte di quella Centrale. Nel 1458 la corona imperiale tedesca passò agli Asburgo d’Austria (una delle casate in lotta per il titolo), che la terranno fino al 1806, quando l’impero sarà smembrato da Napoleone. IMPERO BIZANTINO Nel 330 Costantino rifondò Bisanzio, ribattezzata Costantinopoli e dal 395 capitale dell’Impero romano d’Oriente dopo la divisione voluta da Teodosio I. L’apogeo fu attorno al Mille, quando i Bizantini dominavano il Mediterraneo Orientale e Balcani. La presa della città…

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l’età d’oro

Che cosa vi viene in mente quando pensate all’antico Egitto? Le piramidi, certo. E poi? I grandi templi di Karnak, Abu Simbel, le spettacolari tombe della Valle dei Re. Cioè i più grandiosi monumenti del Nuovo Regno. La plurimillennaria storia dell’Egitto è una storia di alti e bassi. E se le piramidi sono il simbolo dell’Antico Regno di 5mila anni fa, Karnak e Abu Simbel lo sono di quell’età dell’oro, passata da 3.500 anni e che oggi chiamiamo appunto Nuovo Regno. Niente di tutto quello che possiamo ammirare ad Abu Simbel e Karnak, però, esisterebbe senza i “fantastici quattro”, i faraoni che resero ricco e potente il regno del Nilo: Ahmose, Thutmosi, Akhenaton, Ramses il Grande. Primo: fuori gli stranieri dalla terra dei faraoni Il primo dei quattro è anche il meno…

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il napoleone d’egitto

Rapido come Alessandro Magno, capace di elaborare strategie di ampio respiro come Napoleone, imprevedibile come Annibale. Così il faraone della XVIII dinastia Thutmosi III (sul trono dal 1479 al 1424 a. C.) si guadagnò un posto nell’olimpo dei più grandi condottieri della Storia. Forse fu anche il più antico dopo Sargon I di Akkad (dominatore di gran parte della Mesopotamia oltre quattro secoli prima). E questo nonostante avesse iniziato a esercitare il potere e a guidare eserciti relativamente tardi, superati i trent’anni. Thutmosi ebbe infatti la sfortuna di ritrovarsi come reggente e matrigna una donna, Hatshepsut, che volle governare da sovrana assoluta. E che riuscì a farlo per vent’anni, dopo la morte del marito Thutmosi II, terzo successore di quell’Ahmose che aveva liberato l’Egitto dal giogo degli Hyksos. SPECIALIZZATO. Il giovane…

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