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Focus Storia CollectionFocus Storia Collection

Focus Storia Collection Primavera 2017

Il trimestrale monotematico e di approfondimento di Focus Storia. Un punto di vista autorevole ed esaustivo sui momenti più appassionanti e misteriosi della nostra civiltà. Segreti svelati e avvenimenti reinterpretati attraverso una lettura facile e divertente, corredata da splendide immagini e accurate illustrazioni.

País:
Italy
Idioma:
Italian
Editor:
Mondadori Scienza S.p.A.
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la vita quotidiana

Carlo Magno ha inventato la scuola. E il punto di domanda: sapevate che il simbolo dell’interrogativa non è altro che la stilizzazione grafica di “qo”, sigla della parola latina “quaestio”? I copisti dovevano metterla alla fine di ogni frase interrogativa; la q con il tempo venne posta sopra la o, e quest’ultima si ridusse a un puntino. La punteggiatura è stato uno degli escamotage adottati dagli studiosi per trovare una scrittura chiara e comune a tutti gli europei. A fini meno nobili, ma pur sempre utili, va fatta risalire l’invenzione del primo wc (water-closet), mentre dal solo Rinascimento italiano scaturirono le idee più brillanti in fatto di moda (lo stile “personale” nasce nelle corti più raffinate dell’epoca), giochi (calcio, biliardo), progettazioni urbanistiche (la città ideale!) e modelli culturali esportati poi…

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l’eredità del rinascimento

Molte delle nostre abitudini quotidiane sono nate tra ’400 e ’500, durante quell’epoca che siamo soliti chiamare Rinascimento e che fece da “ponte” tra Medioevo ed Età moderna. La nuova consapevolezza dell’uomo – posto dall’Umanesimo al centro dell’universo e protagonista giustappunto di una sorta di “rinascita” – produsse infatti più di un cambiamento. Quali erano i valori di riferimento dell’epoca? Le differenze tra poveri e ricchi erano ancora evidenti? E quelle tra città e campagna? Come erano i rapporti tra i sessi? E ancora, come si passava il tempo libero? Qual era l’importanza rivestita dal divertimento? E quella del cibo? A rispondere a queste e ad altre domande è un esperto di storia culturale, Alessandro Arcangeli, docente di Storia moderna all’Università di Verona. Per iniziare: la fioritura artistica, culturale ed economica…

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le civiltà in bagno

Come si spiega che il bagno, dopo il gran lavarsi del mondo antico, sia stato relegato a una penitenza monastica nel Medioevo, a poco più di una bizzarria nel Seicento (Luigi XIV teneva dei cuscini nella vasca!), e nel secolo dei Lumi sia stato completamente dimenticato? In realtà, la storia della “civiltà in bagno” non segue la logica di un progresso graduale dalla sporcizia all’igiene, come si potrebbe pensare. Ha, piuttosto, un percorso pieno di contraddizioni, stranezze e pregiudizi. NATURALI. L’uomo primitivo viveva per necessità quanto più vicino all’acqua e a un certo punto scoprì che il fiume, oltre a dissetare, poteva spazzare via gli escrementi e rinfrescare il corpo. Andò anche oltre: a Skara Brae, il più importante villaggio neolitico ritrovato in Europa, nelle isole a nord della Scozia, all’interno…

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stravaganze da bagno

Sono celeberrime le storie di Poppea, la moglie di Nerone, che faceva il bagno solo nel latte d’asina e quelle di Maria Antonietta, regina di Francia, che esigeva una bagnarola nuova ogni volta che si lavava. Ma non sono le uniche stravaganze. Il dottor Sanctorius, vissuto in Veneto nel ’600, inventò per esempio un bagno curativo con acqua calda da fare seduti sul proprio letto: era una specie di borsa che si chiudeva intorno al collo del paziente con una corda. Mentre lui stava lì impacchettato, l’acqua entrava in un imbuto vicino alla spalla (era necessario un collaboratore) per scaricarsi poi in un catino ai piedi del bagno-borsa. Elettrizzante. Nel 1776 un certo conte di Milly realizzò un bagno nel quale, con un complicatissimo meccanismo, si poteva mantenere l’acqua in movimento:…

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la scoperta... dell’acqua calda

Basta lavarsi le mani per salvare molte vite. Lo scoprì, seguendo un’intuizione, Ignác Semmelweis, un medico nato a Budapest nel 1818, che lavorava nella prima divisione di ostetricia dell’ospedale di Vienna, dove le donne dopo il parto morivano come mosche. Solo nel mese di gennaio del 1846 la mortalità raggiunse il 40 per cento. Il flagello si chiamava “febbre puerperale”: pochi giorni di febbre altissima, dolori lancinanti e il decesso. L’ostetricia a Vienna era costituita da due padiglioni: nel primo lavoravano i medici e gli studenti, nel secondo le ostetriche. Ma, stranamente, nel secondo, la percentuale di morti per febbre puerperale era molto più bassa. I medici all’epoca facevano molte autopsie senza alcuna protezione, lavaggio o disinfezione per poi occuparsi delle partorienti, infettandone una gran parte. Rivoluzione semplice. Il medico intuì…

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bauli, cappelliere e beauty case

Ci sono lo scrittore polacco Ryszard Kapuściński, l’attrice inglese Liz Taylor e il patrono d’Italia san Francesco. Vicino a loro, tre bagagli. Il primo comprende una padella e una cassa di libri. Il secondo un cucchiaio, una ciotola di legno e una bisaccia. Il terzo 110 valigie con dentro abiti, cosmetici e ogni altro ben di Dio. Indovinello: associate i “colli” al giusto personaggio. A ogni tipo di viaggiatore corrisponde infatti un diverso tipo di bagaglio (dal francese bagage, termine che indicava il convoglio carico di equipaggiamenti al seguito degli eserciti). L’evoluzione dei bagagli permette così di ricostruire il modo in cui si viaggiava in passato e soprattutto lo spirito con cui lo si faceva nelle diverse epoche. Nel Medioevo, per esempio, i nobili si facevano costruire mobili smontabili perché fosse…

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