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AD ItaliaAD Italia

AD Italia Gennaio 2019

È la rivista delle case più belle del mondo: ogni mese AD propone una panoramica dettagliata delle tendenze e delle innovazioni più originali nel campo dell’arredamento, del design, dell’architettura e dell’arte

Land:
Italy
Taal:
Italian
Uitgever:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
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11 Edities

IN DEZE EDITIE

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editoriale.

abitare a Parigi. Sulla Senna la casa di una designer è insieme ATELIER E FACTORY dove l’industrial style si allea a forme e colori pop creando effetti sorprendenti. Cambio di scena: un BIANCO PERVASIVO è la dominante di un appartamento nel XVI arrondissement scelta per dare risalto a una formidabile raccolta di reperti antichi. Un palazzo seicentesco in place des Vosges è teatro di un interior design SUPERMODERNO sintonico alla collezione d’arte contemporanea del proprietario. Passato e presente dialogano su registri sorprendenti in un’abitazione a ridosso degli Champs-Elysées, mentre nel cuore della metropoli, incontriamo un interno in cui, accanto alle tavole dei grandi del fumetto, impera un raffinato MOOD ANNI '50 . Come è ormai tradizione, AD dedica gran parte del numero di gennaio alla capitale francese e alle sue…

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open mind

SE IL CULT FA FLOP Buon compleanno Valentine ! 50 anni fa Ettore Sottsass disegnava per Olivetti la macchina per scrivere Valentine : un cult del design ma anche un insuccesso commerciale nonostante il sostegno di una formidabile campagna pubblicitaria. Un esito inatteso che deve far riflettere. L’OPINIONE È tempo di scuola L'Italia è terra di grandi designer e di istituti di caratura mondiale che insegnano design. Mancano invece le scuole di interior design. Eppure è disciplina vera che rifiuta l’improvvisazione e richiede un sapere profondo in moltissimi campi della cultura materiale e immateriale. È tempo di farne un insegnamento universitario a tutto tondo. La copertina Sulla terrazza-giardino di un appartamento parigino: mobili in ferro battuto italiani del ’900, piatti e tazze di Este Ceramiche Porcellane.…

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in questo numero.

CYPRIEN BRU Nato nei dintorni di Parigi nel 1975, si è diplomato alla Scuola di Architettura di Paris Villemin nel 2000 e ha fondato l’agenzia B&C nel 2009, in rue du Faubourg Saint-Honoré. Segue progetti in Francia, Gran Bretagna e Marocco. Un punto segreto in una piazza famosissima come Place des Vosges? «Il Serpent à plume, un night bar nelle cantine di Place des Vosges, con décor anni 1970-1980 e un programma musicale molto sofisticato». MAURIZIO PELLIZZONI Interior designer originario del Lago di Como, ha fondato la Maurizio Pellizzoni Ltd nel 2007, promuovendo lo stile e il design italiano nei suoi progetti residenziali e commerciali in tutto il mondo. Vive a Londra. Un locale nuovo a Mayfair? «Little House Mayfair è uno dei club più piccoli del Gruppo Soho: offre cibo italiano, uno spazio per…

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una dimora a regola d’arte

Un’opera d’arte può raccontare molto della persona che la possiede: rivela i suoi gusti e le sue ambizioni, a volte persino le sue paure. «Attraverso l’arte io riesco a capire chi sei», afferma l’architetto Luis Laplace. Il progettista argentino, che nel 2004 ha fondato a Parigi insieme a Christophe Comoy lo Studio Laplace, ha un autentico talento nel realizzare spazi in cui arte, architettura e design dialogano tra loro in perfetto equilibrio. Come questo appartamento in Avenue Foch, situato in una delle strade più prestigiose di Parigi, che nel 2015 è diventato la casa della collezionista messicana Adriana Abascal e del marito Emmanuel Schreder: «Quando li ho incontrati per la prima volta, ciò che mi ha convinto a lavorare con loro è stata la scultura Mountaineer di Paul McCarthy, che ora…

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la memoria è un pesce nero

La bella notizia è che questa opera di food design è edibile: ed è buonissima. Si tratta di una triglia farcita con gamberi, capesante, finocchietto, buccia di limone e arancia, cotta in padella e coperta con uno strato di pane grattugiato annerito con carbone vegetale. Un piatto che qualsiasi cuoco di media bravura è in grado di eseguire onorevolmente. Ma Yoji Tokuyoshi, nel suo ristorante a Milano, pratica l’arte della “contaminazione”, vocabolo brutto ma necessario per definire il suo stile di cucina che applica la memoria, la sensibilità e le tradizioni di un Paese agli ingredienti, alle ricette e alla cucina di un altro Paese, lontanissimo e diversissimo. In questo caso l’Italia da un lato e il Giappone dall’altro. Dal menu: Tajarin e katsuobushi: tonno essiccato, burro e salvia; Bresaola…

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racconti silenziosi

Ecco, a Cortina d’Ampezzo, una mostra che non t’aspetti, preziosa e illuminante: “Arturo Martini - Magia della ceramica. Le terracotte e le maioliche della Collezione Costantino Barile” (Galleria Contini, fino al 22 aprile). Protagoniste una quarantina di opere, di medie dimensioni, di Martini, per la prima volta presentate al pubblico nel loro insieme. Si tratta della formidabile raccolta di Costantino Barile (Albisola, 1890-1968), illustre studioso di storia della ceramica ligure e collezionista raffinato di manufatti fittili. Un colpo d’occhio straordinario sul lavoro di quello che per i più è uno dei maggiori scultori della prima metà del ’900. Vi si incontrano capolavori nei quali si avvertono gli imprinting dei “valori plastici”, le pulsioni Déco, lo spirito del realismo magico quale espressione quasi meditativa e insieme vitalissima di un innato senso…

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