Reise og friluftsliv
Lonely Planet Magazine Italia

Lonely Planet Magazine Italia

Maggio/Giugno 2020

L'edizione italiana della testata nata più di dieci anni fa nel Regno Unito (presente oggi in diverse realtà internazionali) rafforza il dna del brand: the definitive source of honest travel inspiration. Lonely Planet magazine Italia informa ed incoraggia ad esplorare il mondo ogni giorno, con l'autorevolezza riconosciuta che lo ha già reso un punto di riferimento. Oltre i cliché, col rigore di un travel brand autorevole ed originale, Lonely Planet vi accompagna in tutto il Mondo.

Land:
Italy
Språk:
Italian
Utgiver:
MAGENTA SRL
Les mer
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6 Utgaver

i denne utgaven

1 min.
editoriale

Per il primo numero di quest’anno avevamo definito una nostra terna di colori primari – virando RGB in Red, Green and Bianco – e ora torniamo a quelli ordinari, portandovi però in luoghi straordinari. Ripartiamo dal verde, l’attenzione per l’ambiente è nel dna di Lonely Planet, in casa e nel mondo, oggi come ieri. E oggi più che mai, sostenibile non è soltanto un aggettivo-orizzonte per il turismo prossimo venturo ma linfa di nuovi sogni (di viaggi) consapevoli. Da scoprire in ventuno eco-retreat speciali, nella wilderness britannica che si riprende la scena e tra le destinazioni della sezione Explore arricchita di chicche gastronomiche e musicali: spunti da cogliere adesso per appunti da scrivere domani. Riprendiamoci anche tutta l’altra palette, dall’azzurro all’oltremare (e oltre): nei cieli ancora per un po’ meno…

23 min.
21 indirizzi per soggiorni sostenibili

DOMINICA SECRET BAY Quella di Secret Bay, sulla scia dell'uragano Maria del 2017, è una tra le belle storie di rinascita di Dominica. L’intimo retreat di eco-lusso, su una scogliera a picco sul mare, ha parzialmente riaperto alla fine del 2018 con sei ville, una nuova zona benessere e un ristorante dalla cucina raffinata basata su erbe indigene coltivate in proprio. Con cura meticolosa il luogo è stato rimesso in piedi senza l’uso di macchinari pesanti – piantando, ad esempio, erba vetiver per fortificare la scogliera nei decenni a venire. Intimità e mindfulness qui sono in prima linea. Ogni villa è dotata di cucina, piscina privata, terrazza e la privacy fornita da Madre Natura. Certo, ci sono parecchie attività – yoga, esplorazioni di grotte marine, lezioni private di pittura con un’artista locale…

5 min.
soundscapes

Cumbia, sound meticcio NESSUN DUBBIO che sia nata in Colombia, tra Santa Marta, Cartagena e Barranquilla, in un recinto di tre regioni (Bolivar, Atlantico e Magdalena) affacciate sull’Atlantico caraibico protette da selve e monti. È diventata poi un genere di riferimento in Venezuela, Messico, Perù, Cile, Ecuador. E in Argentina, dove impazza la cumbia villera, nata nelle villas di Buenos Aires. La cumbia è emanazione diretta della cumbiamba, una danza in circolo che uomini e donne di colore eseguivano a piedi nudi sulla sabbia, in riva al mare, attorno ad un grande falò. In molti idiomi africani kumb significa suono (o frastuono) e quando gli schiavi furono deportati nelle piantagioni della Colombia coloniale quelle lande rurali furono chiamate kumbè, proprio per i suoni e i rumori che i braccianti producevano nelle…

2 min.
planter’s punch, drink viaggiante

Ingredienti • Rum scuro giamaicano• Sciroppo di zucchero di canna• Noce moscata• Succo di lime• Ciliegina• Angostura• Fetta di ananas Come prepararlo a casa In uno shaker colmo di ghiaccio versate tutti gli ingredienti, eccetto l’Angostura, e agitate. Filtrate e versate in un bicchiere da long drink – meglio se un Tumbler o un Hurricane – con ghiaccio. A fine preparazione aggiungete qualche goccia di Angostura e una grattugiata di noce moscata in superficie. Decorate quindi con fetta di arancia (o di ananas) e ciliegina al Maraschino. Il segreto sta nel trovare l’equilibrio tra note speziate e agrumate, dolcezza e componente alcolica CONSIDERATO L’ANTENATO di tutti i cocktail, è un long drink classificato nella categoria “The unforgettables” dalla International Bartenders Association. Le sue origini portano all’India del Seicento dove si consuma il panch, mix…

2 min.
sapori forti

DA NOI SE N’È INIZIATO A PARLARE solo qualche anno fa – una “scoperta” eclatante – ma in Oriente l’umami è ben noto da oltre un secolo. Viene considerato il “quinto sapore” dopo il poker dolce, salato, amaro e aspro – anche se c’è chi ne conta sei, includendo il grasso – e lo abbiamo sempre avuto sotto al naso. Il termine giapponese umami – traducibile come “sapore piacevolmente intenso” – fu coniato nel 1908 da Kikunae Ikeda, professore del dipartimento di chimica dell’Università di Tokyo che identificò l’acido glutammico come fonte di questo peculiare flavour presente nelle cucine asiatiche. A cominciare dal dashi – tipico “brodo base” nipponico il cui ingrediente principale è l’alga kombu – e da quelli a base di soia, che con la fermentazione sviluppa note…

3 min.
sorprese sott’acqua

IN MARE Arte underground? No, underwater Per realizzarla Simon Morris vent’anni fa ha impiegato tre quintali di bronzo e da allora la sua Anfitrite, che nella mitologia greca era sposa di Poseidone e madre di Tritone, riposa al largo di Sunset House a Grand Cayman. L’artista-ambientalista inglese Jason deCaires Taylor per il MUSA (Museo Subacuático de Arte) di Cancún ha ideato cinquecento figure umane a grandezza naturale come “Reclamation” e “The Gardener of Hope”. Queste e molte altre si trovano a pochi metri di profondità tra Isla Mujeres e Punta Nizuc, una trentina invece è stata collocata a terra. Le sue dieci opere al Museo Atlantico di Lanzarote invitano a riflettere su temi di attualità, uno su tutti: la strage dei migranti evocata dall’opera-simbolo “The Raft of Lampedusa”. La sua “Ocean Atlas”…