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Focus StoriaFocus Storia

Focus Storia

Febbraio 2019

La rivista interamente dedicata alle vicende, ai personaggi, alle curiosità che hanno caratterizzato i secoli passati. Ogni mese un numero speciale da conservare, con i grandi temi approfonditi alla maniera di Focus, per entrare nella Storia in modo diverso e avvincente.

Country:
Italy
Language:
Italian
Publisher:
Mondadori Scienza S.p.A.
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12 Issues

IN THIS ISSUE

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editorial

Dittature, crac economici, “uomini forti”che prendono il potere, sfide fra superpotenze: niente di quello che accade oggi suona nuovo. Segno che la Storia è scivolata nei secoli proponendo sempre le stesse ricette? Il filosofo Gian Battista Vico sosteneva che la Storia ha un andamento ciclico, gli eventi dunque tendono a ripetersi in un susseguirsi di “corsi e ricorsi”. Tesi che non trova d’accordo tutti gli studiosi ma, dibattito a parte, resta l’evidente incapacità, tutta umana, di fare tesoro degli errori del passato. Di fronte alle sfide del futuro siamo disarmati perché, come spiega lo storico Franco Cardini, «i “gruppi umani”, fin dalla notte dei tempi, fanno sempre e comunque le stesse cose». Vediamoli, dunque, questi corsi e ricorsi. Il nostro dossier vi racconterà come i pregiudizi, da sempre,…

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cartoline dalla grande guerra

Solo ora, sistemando la mia “raccolta di cartoline” di giovanile memoria, ho ritrovato questa cartolina (a destra), chiaramente pro Grande guerra, con i ritratti dei tre “iniziali” protagonisti (da sinistra, Luigi Cadorna, re Vittorio Emanuele III e Antonio Salandra). La mia curiosità è nata leggendo sul retro che era stata scritta l’8 ottobre 1915 (l’Italia aveva dichiarato guerra all’Impero austroungarico il precedente 23 maggio) da un cadetto ungherese, già prigioniero l’8 ottobre 1915 (forse catturato nell’offensiva dello stesso mese) in Sicilia, a Carini, in lingua Italiana. Seguendo varie fonti ho cercato notizie in merito, senza risultato. C’è tra i lettori qualcuno che possa indirizzarmi all’individuazione del cadetto ungherese? ■…

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la pagina dei lettori

Un’occasione persa Su Focus Storia n° 145 dedicato alla Grande guerra non ho trovato menzione del fatto di Carzano: una delle tante tragiche pagine della Prima guerra mondiale. L’episodio si svolse nella notte tra il 18 e il 19 settembre del 1917 a Carzano, in Valsugana, un paese occupato dagli austro-ungarici. Nella notte del 12 luglio 1917, Karel Mleinek, inviato dal tenente austro-ungarico Ljudevit Pivko, comandante interinale del V Battaglione bosniaco (schierato sul fronte di Carzano), si recò nello schieramento italiano (sarà il primo di una serie di contatti segreti) consegnando al Maggiore Cesare Pettorelli Lalatta, vice capo del Servizio Informazioni della 1ª Armata, un plico contenente schizzi topografici della prima linea austro-ungarica sul fondovalle e altre notizie utili.  Il piano di…

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la voce della storia: i nostri podcast

Proseguiamo la nostra avventura con i podcast di Focus Storia . In contemporanea con l’uscita di ogni numero della rivista si potranno scaricare i contenuti audio dal sito www.focus.it/storia/podcast . Ogni mese, in quattro appuntamenti, la redazione vi proporrà gli approfondimenti e i “dietro le quinte” del giornale in edicola, raccontando tutti gli aneddoti e le curiosità che non hanno trovato spazio nella rivista. Dentro la notizia. Soprattutto proveremo a interpretare i grandi temi di attualità attraverso la voce degli storici più autorevoli: testimonianze e interviste preziose che ci aiuteranno a comprendere il mondo che ci circonda. Per essere ancora una volta coerenti con il nostro slogan: scoprire il passato, capire il presente. ■…

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l’abc dei pitti

Simboli (tra cui un serpente in alto sinistra) su una pietra pitta. (SHUTTERSTOCK/FULCANELLI) Ormai è certo: il popolo dei Pitti, vissuto nell’attuale Scozia tra l’Età del bronzo e l’Alto Medioevo, sviluppò il proprio sistema di scrittura basato su simboli tra il IV e il V secolo d.C. e non durante il Medioevo, come creduto fino a poco tempo fa. Il sistema, non ancora decifrato, è paragonabile a quello ogamico irlandese o runico scandinavo, nati nello stesso periodo. I particolari segni di questa lingua, rinvenuti su oggetti di pietra, legno, osso e metallo, sono diffusi su tutto il territorio dove viveva questo popolo, che deve il suo nome all’uso di ricoprirsi di tatuaggi e colori di guerra. Conflitti fruttuosi. L’esame di questi reperti e nuovi scavi…

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un’inedita regina leda a pompei

APompei è emerso uno splendido affresco dagli scavi di una lussuosa domus romana, nella Regio V. Il dipinto raffigura il dio Zeus, nella forma di un cigno, e Leda, la regina di Sparta nella mitologia greca. L’affresco stupisce per l’altissima qualità e i colori straordinariamente vivaci. La scena mostra l’amplesso tra il capo dell’Olimpo, trasformatosi in cigno, e Leda, la moglie del re di Sparta Tindaro. Dal doppio amplesso, prima con Giove e poi con Tindaro, nasceranno, fuoriuscendo da uova, i gemelli Castore e Polluce (i Dioscuri ovvero i“figli di Zeus”), Elena – futura moglie di Menelao re di Sparta e causa della guerra di Troia – e Clitennestra, sposa e assassina di Agamennone re di Argo. A Pompei il mito di Leda godette…

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