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AD Italia

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Giugno 2021
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È la rivista delle case più belle del mondo: ogni mese AD propone una panoramica dettagliata delle tendenze e delle innovazioni più originali nel campo dell’arredamento, del design, dell’architettura e dell’arte

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País:
Italy
Língua:
Italian
Editora:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Periodicidade:
Monthly
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quelli che cambiano

Non è una classifica. E però, se un giornale pubblica un elenco, per quanto ampio sia, si prende la responsabilità delle sue scelte: che è poi il nostro mestiere, perché sulla carta (al contrario di quanto avviene nel mondo digitale) lo spazio non è infinito, ed editare vuol dire appunto decidere cosa mettere in pagina e cosa no, prendendosene responsabilità ed eventualmente meriti. In questa prima edizione italiana di AD 100 , format molto popolare presso alcune delle nostre edizioni internazionali, abbiamo quindi fatto delle scelte. Con un’avvertenza. Non volevamo, come avviene altrove, mettere in fila i migliori designer, architetti e professionisti dell’arredo – di queste liste ne sono state compilate a sufficienza e bene. Abbiamo piuttosto riflettuto sul fatto che, essendo anche il settore di cui si occupa AD immerso…

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un giorno, ad atene

«Ormai ho 90 anni e non giro più nelle case degli altri per lavoro. Ed è una fortuna visti i tempi tristi di forzata chiusura che stiamo vivendo, anche se restare con le mani in mano mi è sempre risultato faticosissimo». Marirosa Toscani, primogenita dello storico reporter del Corriere della Sera Fedele Toscani e sorella di Oliviero, con il marito Aldo Ballo rivoluzionò il mondo della fotografia industriale. È autrice di storie di case indimenticabili. «Sono cresciuta a Milano», racconta, «parlando di fotografia e respirando iposolfito, il liquido che si usa in camera oscura per fissare le immagini. Ho iniziato ad aiutare mio padre in agenzia e diventare reporter è stato naturale. Ero donna, fotografa e portavo i pantaloni: praticamente una rarità negli anni ’50!». Per questa rubrica, Toscani ha scelto di…

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il vuoto sotto la sedia

Sant’Agostino definiva il vuoto come il niente dotato di spazio, ma mai si sarebbe immaginato che molti secoli dopo un giovane americano di nome Bruce Nauman, destinato a diventare uno dei più importanti artisti del ventesimo secolo e una sorta di Sant’Agostino dell’arte contemporanea, forse senza nemmeno conoscere quella frase avrebbe creato fra il 1965 e il 1968 una piccola opera destinata a diventare uno dei punti di riferimento dell’arte concettuale e minimalista. Il titolo è A Cast of the Space Under My Chair, la forma dello spazio sotto la mia sedia. La scultura è un piccolo blocco di cemento abbastanza timido. Sicuramente senza la presenza di un David di Michelangelo. Diciamo che se nel caso dello scultore fiorentino il marmo nobilitò il nome del soggetto, con Nauman è il titolo…

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bit art

1. Andrés Reisinger Buenos Aires/Barcellona Ha sdoganato nel design la tendenza degli Nft, le creazioni di bit con annesso certificato di proprietà. Le sue proposte di arredo dalle forme aggrovigliate hanno reso, al termine di un’asta, quasi mezzo milione di dollari. Qualche mese prima, Hortensia , una sedia di petali, da modello 3D era diventata un oggetto reale in edizione limitata. 2. Paul Milinski Melbourne La natura non resta ai margini, s’insinua negli spazi interni, li connota e quasi li fagocita, con armonia. I paesaggi diventano case e cose, tra sedie e tavoli sospesi sull’acqua, una Spa arrampicata su più livelli di una montagna, giardini interni sospesi sul soffitto, una doccia dentro un bosco. L’artista australiano interpreta la sostenibilità come un ribaltamento logico: da obiettivo è già contesto. 3. Krista Kim Toronto Perché accontentarsi di vendere un singolo…

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digital factory

6. Studio Pesca Milano Nato in lockdown, è formato da un gruppo tutto al femminile di under 30: «Perché», si legge nella presentazione, «siamo fermamente convinte che comunicare oggi è un gioco da ragazze». I servizi spaziano dal graphic design all’art direction, fino ai contenuti. Dedicando un’estrema cura estetica a ogni progetto. 7. Monogrid Firenze/Milano Uno studio che crea esperienze interattive, un gruppo di ragazzi che sa disegnare orizzonti tramite le possibilità della tecnologia. Che nelle loro mani è uno strumento versatile con cui spaziare dagli eventi digitali alle installazioni, dalla realtà virtuale a quella mista e aumentata. Fino a costruire dimensioni parallele, come per il progetto Life in Vogue: una cosmogonia di ambienti d’autore esplorabili a 360 gradi, accessibili tramite un ascensore che conduce a giardini, paesaggi sull’acqua, interni luminosi ed eleganti. 8. NEWU Milano/Roma Hanno trasformato…

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video making

12. Andrea Pecora Milano Regista con il sangue misto di Sardegna e di Sicilia, territori che ha reso protagonisti di vari progetti, due dei quali distribuiti dal National Geographic. Nella primavera 2020 ha girato un cortometraggio che racconta una coppia di senza fissa dimora nei giorni di vuoto del lockdown di Milano. Sa spaziare tra architetture urbane e natura, tra documentari e pubblicità. 13. Davide Rapp Milano/Parigi Ha una consapevolezza, anzi una conoscenza accademica dei temi che tratta: oltre a essere un videoartista insegna Interior Design al Politecnico di Milano. Il suo esordio alla regia coincide con il documentario Peter Daler (nell’immagine), dedicato agli oltre 40 anni di carriera dell’architetto Axel Müller-Schöll. 14. Massimiliano Bomba Milano/Roma È conosciuto soprattutto per i suoi lavori nel mondo della moda, per le collaborazioni con alcuni tra i principali brand del lusso.…