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Focus Wild Focus Wild

Focus Wild

Novembre 2019

Focus Wild è la rivista per ragazzi e ragazze dai 10 ai 14 anni appassionati di animali e cuccioli. Suddivisa in due parti, nella sezione Mondo si potranno ammirare immagini fantastiche, reportage sugli animali e sul loro comportamento, interviste con personaggi famosi e tante notizie curiose; nella sezione PetClub si troveranno tutti i consigli e i trucchi per la cura dei propri animali domestici.

País:
Italy
Língua:
Italian
Editora:
Mondadori Scienza S.p.A.
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20,37 €(IVA Incl.)
12 Edições

NESTA EDIÇÃO

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AFFACCIATI ALLA FINESTRA Nel Borneo malese, una rana arbustiva (Philautus spp.) spunta da una Nepenthes hurrelliana: questa pianta carnivora attira gli insetti col suo profumo e quando si posano sul bordo scivoloso del suo “bicchiere”, cadono all’interno e vengono digeriti dai liquidi presenti sul fondo. Ma la rana è troppo grande per essere mangiata. FOCUS WILD FESTEGGIA I PRIMI NUMERI 100 volte grazie a tutti voi che ci leggete! la vostra redazione selvatica Istockphoto (4), Shutterstock (2) Christian Vieler…

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100!

Cento è un bel numero, segno tangibile di una vetta conquistata e della strada percorsa insieme a voi lettori nel mondo degli animali. Quello che possiamo promettervi, come Focus Wild, in occasione del nostro n°100, è che continueremo a mettere tutto il nostro entusiasmo e le nostre competenze per tenervi aggiornati e incuriosirvi, in modo divertente, su tutto quello che riguarda le creature che con noi condividono il pianeta. Un grande grazie va a tutti i nostri collaboratori che con impegno, dedizione e rigore scientifico hanno condiviso con noi, e con voi, la passione per questo progetto. La redazione di Focus Wild P.S. Nella foto sopra, ci vedete nelle nostre sembianze umane.…

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focus wild

Direttore responsabile Sarah Pozzoli Redazione Chiara Borelli (coordinamento, vicecaposervizio), Marta Ferrario Ufficio fotografico Laura Giovannitti Ufficio grafico Cristina Mercante (art director, caporedattore) Segreteria di redazione Barbara Francesconi Progetto editoriale Chiara Borelli Progetto grafico Cristina Mercante Hanno collaborato a questo numero: Gérard Mangiagalli, Chiara Melone, Monica Pais, Giulia Paracchini, Lara Perego, Dunia Rahwan, Ivana Strada, Francesco Tomasinelli Publisher Pamela Carati Coordinamento tecnico Valter Martin…

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«posso entrare?»

Dopo uno sguardo di intesa con il suo piccolo (1), una mamma di canguro grigio orientale (Macropus giganteus) si raddrizza per consentirgli di entrare nel suo marsupio: il giovane infila prima la testa (2) e poi spinge con le zampe posteriori (3 e 4) per farsi spazio. Nonostante le dimensioni riesce a entrare tutto e a girarsi (5): da questo rifugio protetto osserva i dintorni sentendosi al sicuro, anche se la tasca della mamma... pare scoppiare! I cuccioli rimangono nella sacca per undici mesi nutrendosi di latte materno, poi iniziano a fare brevi esplorazioni esterne finché non raggiungono la completa maturità. CURIOSARE IN GIRO È DIVERTENTE, MA PER IL BABY CANGURO GRIGIO ORIENTALE È PIÙ SICURO OSSERVARE IL MONDO DAL MARSUPIO DELLA MAMMA…

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notizie dal mondo

Un mare di plastica Mediterraneo. Il nuovo report del WWF sullo stato di inquinamento del Mar Mediterraneo lancia un nuovo allarme: nelle acque del Mare Nostrum è come se venissero gettate quasi 34 mila bottigliette di plastica al minuto, per un totale di 570 mila tonnellate di plastica l’anno. Cifre da capogiro, e le stime prevedono che l’inquinamento da plastica nell’area mediterranea continuerà a crescere fino a quadruplicare entro il 2050. L’incuria ambientale, inoltre, è causa di ingenti danni economici per le economie marittime e quelle legate al turismo, nell’ordine di centinaia di milioni di euro ogni anno. Il problema principale è che costa meno produrre plastica nuova che riutilizzare quella esistente, così discariche e inceneritori restano ancora i principali metodi per la gestione dello smaltimento rifiuti in tutta la regione mediterranea.…

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una foto a sorpresa

I MIRACOLI DELLE FOTOTRAPPOLE Molti mammiferi selvatici sono timidi e hanno un’attività crepuscolare e notturna. In passato, e in parte ancora oggi, questi animali sono stati cacciati e sono diventati molto prudenti e spesso non sono neppure numerosi: molto difficile dunque riuscire a fare belle foto. Altri animali, inoltre, hanno territori di caccia molto ampi: quelli della volpe (Vulpes vulpes), come quella di questa foto, per esempio, sono di 3-4 km di diametro e incontrarla per caso richiede molta fortuna. Ma con la fototrappola è più facile riuscire a fotografarli. Si tratta di una fotocamera digitale chiusa in un contenitore ermetico e impermeabile, spesso corredata di uno o più flash o illuminatori a raggi infrarossi (che schiariscono la notte, restituendo un’immagine definita ma senza colori, anche nel buio assoluto) e collegata…

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