La notizia lo aveva colto di sorpresa, mentre si trovava ad Apollonia, in Illiria (odierna Albania): l’uomo che lo aveva accolto sotto la propria ala quando, a soli 4 anni, era rimasto orfano di padre, era morto. Un gruppo di senatori armati di pugnale lo aveva assassinato nella Curia il giorno delle Idi di marzo. Avevano creduto, eliminando Giulio Cesare, il dictator perpetuus, di poter restaurare la Repubblica, ma si erano ingannati: in quel fatale 44 a.C., Roma era sprofondata nel caos.
Nel clima da guerra civile di quei giorni, Marco Antonio, braccio destro di Cesare e console in carica, assunse pieni poteri e, “per garantire l’ordine pubblico”, lasciò che il Senato concedesse l’amnistia ai cesaricidi, in cambio dei funerali pubblici del dux. Fu allora che, leggendo il suo testamento,…
