L’edificio è semplice, diviso in tre fasce: una più dura, legata alla città, in travertino, tagliato e lavorato sul posto, in cantina; una più scura, con intonaco alla francese, e una a marmorino. Poche decorazioni, che citano il linguaggio classico – timpano, nicchia, arco – ma semplificato, astratto. È una città dentro la città, un quartiere intero, un angolo di mondo. Un’unità d’abitazione nel centro di Milano, progettata per la nuova borghesia che, negli anni 20, cerca una dimora prestigiosa, in affitto, tra la stazione e il centro storico. Una costruzione a gabbia di cemento armato, una tipologia insolita per l’epoca e un salto di scala rispetto agli edifici che la circondano. Due corpi uniti da un arco, che abbracciano quattro vie – Turati, Moscova, Appiani, Cavalieri – e una…
