Inizia così Manuale di autodistruzione, saggio folgorante di Marian Donner che ha come sottotitolo Perché dobbiamo bere, sanguinare, ballare e amare di più. È l’opposto di una guida self help o di una lista di regole per un’esistenza-packaging: ci invita a fuggire da una società che bandisce imperfezione e insuccesso e continua a ripeterci che non siamo abbastanza brave, lisce, produttive o zen. Possiamo riderci su, come fa la scrittrice e umorista Fran Lebowitz a colpi di rasoiate (“se la bellezza fosse interiore non ci sarebbero le modelle”, ha detto in uno dei suoi celebri talk) o girovagare ispirandoci ad outsider, attivisti, pensatori. Dal fascino stralunato di Frances McDormand in Nomadland alla spigolosità punk di Zumi Rosow, sassofonista di Los Angeles diventata icona di Gucci, un fatto è essenziale: c’è…