La casa siamo noi. L’ ha scritto Curzio Malaparte a proposito della sua villa a Capri - «la casa come me» –, l’ ha sostenuto il poeta Kahlil Gibran che la definiva «il nostro corpo, più in grande». Lo testimoniano, una volta di più, GLI INTERNI che presentiamo in questo numero. Sparsi per il mondo, a Roma, a Londra, a Parigi, nelle Fiandre, in un’operosa città lombarda, sulla costa ionica della Puglia rincorrendo colori e solarità mediterranei che tanto piacevano a Gio Ponti, e ancora in una campagna che è eloquente epitome del paesaggio italiano: tutti differenti per architettura, genius loci, dimensioni, taglio estetico e funzionale, trasmettono sempre e comunque un fortissimo SENSO DI VISSUTO , riflettono le storie, le passioni, i desideri, pure le contraddizioni…