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Men's Lifestyle
GQ Italia

GQ Italia

Luglio 2020

LIVE. Il racconto del presente. MODE. Il radar dello stile. GQ ti suggerisce ogni mese dei look possibili con il suo inconfondibile gusto. AFTER HOURS. L 'album delle passioni maschili. Pagina dopo pagina, troverai tutto ciò che ti prende di più.

Country:
Italy
Language:
Italian
Publisher:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequency:
Monthly
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10 Issues

in this issue

4 min.
concerti di un’altra estate

Lo vedi, arriva un’altra estate, un’estate diversa, quasi inaspettata, ormai. L’abbiamo sentita arrivare pian piano, scrutando il mondo dalle nostre finestre, dai nostri balconi. La natura intorno si risvegliava, con sempre più forza, fino a esplodere in una primavera potentissima, piena della nostra assenza. Sembrava indicarci la via, o comunque comunicarci la sua cieca volontà di andare avanti, nonostante tutto. Dall’altra parte del vetro, dietro la finestra, fermi al nostro inverno dell’anima, ci siamo fatti domande e abbiamo trovato, quasi inaspettatamente, risposte lucide. Quante illuminazioni, quanta improvvisa chiarezza, quanto è sembrato semplice comprendere il valore delle cose davvero importanti, le stesse che abbiamo trascurato per anni, che sembravano scontate, quasi banali, superflue, ma che improvvisamente mancavano come l’aria. Tornare a respirare quell’aria, questo ci siamo detti in quei lunghi silenzi che ci lasciavano col fiato…

2 min.
la curiosità che ci spinge

Abbiamo voluto disertare dalla tentazione di rimanere intruppati nei ranghi della comoda routine. Sapere, grazie a un sondaggio condotto in questi mesi da Condé Nast, che la parola curiosità è quella che voi lettori associate più volentieri al nostro lavoro è motivo di grande orgoglio. Per questo abbiamo voluto esplorare il confine tra reale e virtuale, nello stile, nel teatro, nel design, nel sesso, nell’arte. E lo abbiamo fatto con gesti di concreto coraggio editoriale. A partire dalla copertina, che per la prima volta nella storia globale di GQ infrange la piatta monodimensione. La stampa lenticolare ci ha permesso di mostrarvi l’eredità del David di Michelangelo, simbolo del Rinascimento, e con un effetto morphing Pietro Boselli, il modello italiano più famoso nel mondo. È il protagonista di New Rinascimento, primo…

1 min.
le firme di questo mese

ANTONIO DIODATO Il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo con il brano Fai rumore racconta il sole, il mare e il perché di un’estate di musica dopo la quarantena ALESSANDRA MAMMÌ Storica dell’arte e giornalista, ha intervistato il direttore artistico della Fondazione Nicola Trussardi di Milano Massimiliano Gioni PAOLO CONDÒ Triestino, classe 1958, per anni firma di punta de La Gazzetta dello Sport e oggi volto di Sky, guida al meglio delle prossime competizioni ciclistiche MARCO TRABUCCHI Ama la musica e la vita in movimento, scrive di sport e di viaggi. In questo numero affronta la bici, dal nuovo boom al fenomeno Gravel, nello Speciale Bike…

4 min.
se la storia supera l’estetica

«Ovvio che sia diventato un’icona fin da subito: alto, grosso e così nudo. Perché ci sono statue più nude di altre e lui è nudissimo! Mi son sempre chiesto: se questo è David non oso immaginare cosa sia Golia». Eccola la prima istintiva reazione di Massimiliano Gioni al pensiero di quel ragazzone di marmo promosso vox populi fin dal Rinascimento ad archetipo della virile bellezza. Quattro metri e 86 centimetri di altezza (senza il basamento che ne misura altri 108); cinque tonnellate e mezzo di peso, senza dubbio ha ragione il nostro celebre curatore: se questo era il fanciullo immaginiamoci il gigante. Ma il gigante, appunto, Michelangelo non l’ha scolpito. Neanche in forma di testa mozza nelle mani del giovane eroe come voleva la tradizione. Il posto per Golia nel pezzo di…

4 min.
le città sensibili

Quando Steven Spielberg andò a curiosare al MIT di Boston in cerca d’ispirazione per il film Minority Report, ambientato nel 2054, il neo architetto e ingegnere torinese Carlo Ratti era appena arrivato da Cambridge, grazie a una borsa di studio del dipartimento americano. Erano i primi anni del Duemila. «Diverse soluzioni che si vedono in scena, comprese le famose interfacce grazie a cui Tom Cruise sposta le immagini nel vuoto con le mani, erano proprio quelle su cui stava lavorando il nostro team». Benvenuti al Massachusetts Institute of Technology, mecca della ricerca scientifica e paradiso degli illuminati. Dove Carlo Ratti avrebbe dovuto restare solo nove mesi, per inciso, e che invece è diventato la sua casa. Oggi, a 49 anni, è docente, ricercatore e direttore del MIT Senseable City Lab,…

1 min.
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