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Wired Italia

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Settembre 2020

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Country:
Italy
Language:
Italian
Publisher:
Edizioni Condé Nast S.p.A.
Frequency:
Quarterly
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4 Issues

in this issue

4 min.
il vero volto della cina

L’idea di questo numero è nata lo scorso giugno, quando da qualche giorno eravamo usciti dal lockdown e iniziavamo a vivere una sensazione di incertezza sul futuro (una sensazione che ancora non ci ha lasciati). Ci siamo chiesti in redazione: quale sarà il futuro dell’economia, del lavoro, della scuola, della socialità, dei consumi? In una domanda: quale futuro ci aspetta? Era ed è difficile rispondere, se non impossibile. Per questo abbiamo voluto cominciare a indagare il presente, decidendo di raccontare in profondità il luogo da dove è idealmente cominciato il 2020: la Cina, la grande superpotenza (tecnologica, ma non solo) di questo inizio di millennio. Non perché crediamo che il SARS-CoV-2 – scoperto per la prima volta alla fine dello scorso anno a Wuhan, una città a poco più di mille…

7 min.
da un dispositivo all’altro, senza soluzione di continuità

1. Isabella Lazzini, il 2020 è l’anno dello smart working, il periodo in cui l’abitudine di lavorare in mobilità – o perlomeno lontano dal classico ufficio – si è fatta più diffusa che mai. Quali nuove esigenze sono sorte e quali sono le caratteristiche che oggi le persone cercano nei propri dispositivi? Le indicazioni migliori a livello di trend arrivano dai numeri di mercato. Quello dei personal computer è un andamento di crescita costante. Il mercato dei notebook ultrasottili, in particolare, è in piena espansione: gli utenti cercano prodotti estremamente leggeri e portabili ovunque, senza però rinunciare alla qualità e alle performance. Il fatto che sia venuto meno il luogo di lavoro unico implica che ci si debba spostare più spesso. E le persone si vogliono muovere in modo agile, senza…

9 min.
beijing confidential

MA NON È FINZIONE Giusto un mese fa, leggevo un articolo su WeChat che ha confermato le mie preoccupazioni sull’uso delle nuove tecnologie in Cina. Durante la pandemia, un uomo di nome Zhang San stava camminando per la strada, quando ricevette una telefonata da un numero sconosciuto. Una persona gli comunicava che avrebbe dovuto sottoporsi subito a un tampone. Era stranito. Perché proprio lui, che non aveva sintomi, né componenti della famiglia infetti? Come si è scoperto in seguito, la chiamata arrivava da una Covid tracer governativa. Nelle prime ore di quel giorno, Zhang San viaggiava a bordo di un autobus non troppo affollato, sul quale c’era anche un passeggero trovato positivo al test del coronavirus poco dopo. Immediatamente era partita una campagna di tracciamento in tutta la città. Sull’autobus erano installate…

9 min.
l'era del copia/ incolla é finita

Raramente la Cina veniva percepita come leader nell’ambito della tecnologia digitale. Piuttosto era un paese spesso deriso perché incapace di innovare. Una nazione di imitatori destinata a un eterno ruolo di secondo piano. Eppure, negli ultimi anni, è successo qualcosa di interessante: non solo le industrie digitali cinesi si sono espanse sempre più, anche fuori dal paese, ma le sue interpretazioni sulle tecnologie e le reti trovano sempre più eco all’estero, e non solo negli stati autoritari. Basti pensare alla sovranità informatica, secondo cui il cyberspazio possiede dei confini, esattamente come il mondo reale, e i governi nazionali detengono un’autorità suprema all’interno di essi. Per decenni, questa è stata la base della politica cibernetica estera della Cina, diametralmente opposta alla visione di “internet libera e aperta” sostenuta dai governi occidentali e…

5 min.
cronologia di un conflitto

A provare per primo a ostacolare il percorso cinese è stato Barack Obama. Nell’ottobre del 2012, a seguito di un’indagine durata un anno, il Comitato permanente sull’intelligence della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti era giunto alla conclusione che le aziende cinesi Huawei Technologies e Zte Corp. rappresentassero una minaccia alla sicurezza nazionale «a causa dei loro tentativi di ottenere informazioni sensibili dalle aziende americane e della loro lealtà nei confronti del governo cinese». Obama tornò poi sull’argomento anche nel 2014: poco prima di incontrare il presidente cinese Xi Jinping difese le attività della National Security Agency volte a tenere sotto controllo il colosso tecnologico, rendendo così evidente come il sentimento di sospetto nei confronti dell’azienda fondata a Shenzhen nel 1987 da Ren Zhengfei, ex vicedirettore del genio militare cinese,…

7 min.
breve storia fantastica

Le “10 linee guida” divulgate ad agosto dalla China Film Administration e dalla China Association for Science and Technology hanno scatenato un acceso dibattito sui social e nel settore cinematografico. Sono una lista di “proposte per accelerare lo sviluppo del cinema di fantascienza” cinese, che comprende le misure volte a intensificarne il sostegno in termini di produzione, diffusione e creazione di effetti speciali. La discussione si sviluppa attorno a due quesiti. Il primo: perché sono arrivate proprio ora? E poi: le direttive ufficiali imposte dall’alto sono davvero in grado di influenzare il successo di un genere cinematografico? L’ultima ondata di crescita che ha interessato la letteratura e il cinema di fantascienza in Cina risale al 1978. Le riforme di apertura avevano portato all’emancipazione del pensiero nell’intera società, stimolando nelle masse grande…